Consumi fermi, il 30% delle spese per la casa

06/07/2007
    venerdì 6 luglio 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Consumi fermi, il 30% delle spese per la casa

      Gli italiani spendono quasi tutto quello che guadagnano. In calo cultura, tempo libero e sanità

        Milano

        STALLO Consumi immobili nel 2006. L’indagine Istat fotografa un Paese fermo, dove il modesto aumento del 2,6% della spesa mensile per famiglia, 63 euro, è annullato da un tasso inflattivo al 2,1%. In media, per i consumi gli italiani spendono 2.461 euro al mese, praticamente tutto quello che guadagnano (e anche di più, visto che le richieste di finanziamenti e gli acquisti a rate continuano ad aumentare): il 31% del totale finisce in spese per la casa, bollette incluse, aumentano i trasporti, mentre calano i soldi per cultura e tempo libero (giornali, riviste, fumetti, cd, dvd e videogiochi), sanità e arredamento.

        I generi alimentari coprono il 19% delle uscite (461 euro al nord, 474 al centro, 472 al sud). La regione in cui si spende di più al supermercato è la Campania (507 euro), quella in cui si spende di meno il Trentino (403 euro). Le spese per beni non alimentari hanno registrato uno stallo al centro e al sud (rispettivamente 2.020 e 1.480), mentre al nord si è registrato un aumento considerevole di quasi 100 euro (2.326 euro) andati a trasporti, abitazione, istruzione, abbigliamento e altri beni come le vacanze.

        In generale, la regione che spende di più al mese è la Lombardia (2.886 euro contro i 1.724 della Sicilia), la provincia è Bolzano (2.906 euro). Al sud si spende di più per l’alimentare ma anche per abbigliamento e calzature (visto che le famiglie sono più numerose).

        Stabili in media le quote di spesa per abbigliamento, calzature, igiene personale, vacanze, onorari per professionisti e assicurazioni. Le uscite destinate ad arredamento, elettrodomestici e servizi per la casa scivolano a 146 euro al mese, quelle per tempo libero e cultura a 110 euro, la sanità a 85 grazie alla diminuzione di medicinali, analisi cliniche e dentista.

        In salita invece i costi dell’abitazione che arrivano a 639 euro al mese ai quali vanno aggiunti 124 euro per le utenze e i trasporti, che si portano via una fetta di 363 euro. Per gli affitti, invece, si registra un aumento minimo da 308 a 340 euro (media nazionale) con forti differenze tra locatari di nord (372), centro (393) e sud (266).

        La forbice delle spese medie di una famiglia va dai 1.614 euro dei single ai 3.145 dei nuclei con più di quattro persone.

        Una famiglia con a capo un imprenditore spende 3.857 euro al mese, una con a capo un disoccupato 1.793. Le differenze riguardano anche i tipi di consumi: chi ha vincoli di bilancio (operai, pensionati e persone che non lavorano) spende il 20% per gli alimentari contro il 14,1% degli imprenditori.

        la.ma.