Consumi, aumenta il divario Nord-Sud

08/11/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Il Rapporto Einaudi sul commercio nel 2000

    Consumi, aumenta il divario Nord-Sud
    V.Ch.
    MILANO – Il sistema commerciale ha ripreso la via dello sviluppo ma la riforma varata dal Governo nel ’98 resta ancora a due velocità e non ha pienamente dispiegato gli effetti di modernizzazione della rete. I piccoli negozi sono tornati a crescere, ma per medie e grandi superfici la via della crescita resta ancora molto difficoltosa e l’Italia è tra le «cenerentole» d’Europa. Questi i principali risultati del terzo Rapporto sul commercio del Centro Einaudi-Sisim, presentato ieri a Milano. Nel corso del 2000 si è registrato un boom delle aperture di punti vendita, che sono state 65.351 a fronte di 52.789 cancellazioni, con un saldo positivo di oltre 12.500 nuove unità di vendita. In complesso sono presenti in Italia 858mila esercizi commerciali. Sul fronte dei consumi resta poi evidente il divario tra Nord e Sud. Nel 2000 – sottolinea il Rapporto – la famiglia italiana ha speso ogni mese, in media, 4.216.844 lire (2.178 euro), ben il 4,3% in più rispetto al 1999. In particolare la famiglia media del Nord ha speso mensilmente 4,7 milioni di lire (2.427 euro), quella del Centro 4,1 milioni (2.117 euro) e quella del Sud 3,5 milioni (1.807 euro). La crescita reale della spesa è stata pari all’1,8%, un dato che recupera la contrazione dell’1% in termini reali registrata nel 1999. Tuttavia, anche in quest’anno di ripresa, la forbice tra regioni del Nord e del resto del Paese si è allargata. L’aumento dei consumi, infatti, è stato del 5,8% al Nord e del 4,6% nel Mezzogiorno, mentre la spesa è rimasta stabile nelle regioni centrali. Infine le attese per il futuro, alla luce dell’emergenza terrorismo, non sono poi così negative. Secondo i ricercatori del Centro Einaudi un crollo generalizzato dei consumi non c’è stato, con l’eccezione del settore turismo. «Ci si aspetta che il trimestre in corso, complice l’attesa ripresa dei consumi natalizi, assorba lo shock consentendo – secondo Marco Ricchetti, uno degli autori della ricerca – di chiudere l’anno comunque con un progresso rispetto al 2000 che era stato positivo dopo vari anni di difficoltà».
    Giovedí 08 Novembre 2001
 
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