Consumi ancora in calo Si risparmia anche sul cibo

06/07/2010

Nuovi dati dalla crisi: nel 2009, dice l’Istat, la spesa media mensile delle famiglie italiane è calata dell’1,7% a 2.442 euro. «Un gravissimo problema », come dice la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Oltre un terzo degli italiani dichiara di aver ridotto la qualità o la quantità di cibo e bevande che acquista,mentre cresce la spesa per il mutuo. La contrazione dei consumi è più evidente tra chi ha livelli di spesa medio- alti. Diminuisce del 3%, a 461 euro al mese rispetto al 2008, la spesa per alimentari e bevande (che rappresenta il 18,9% del totale) con una percentuale di famiglie che dichiara di aver diminuito la quantità e la qualità dei prodotti acquistati del 35,6% rispetto al 2008. All’abitazione viene destinato oltre il 33% della spesa totale (era il 32,1% nel 2008), con una quota di famiglie che vive in affitto al 17,1%, come nel 2008, e una spesa media per il canone di 372euro. Il74%delle famiglie vive in abitazioni di proprietà e di queste il 15,9% paga un mutuo. Questa voce di bilancio, pur essendo un investimento, «rappresenta un’uscita consistente che, per circa 2 milioni 902mila famiglie, è pari, in media, a 510 euro al mese (465 nel 2008)», spiega l’Istat.
GIOCANO TUTTI La spesa non alimentare risulta stabile sui 1.981 euro mensili, mentre diminuisce quella per servizi sanitari, tabacchi, comunicazioni, ed aumenta quella per combustibili ed energia. Diminuisce anche la quota destinata al tempo libero e alla cultura (dal4,3%al 4,2%): in particolare per l’acquisto di nuove tecnologie e giornali ed aumenta quella per i televisori (indotta dal passaggio al digitale terrestre), per attività sportive e per totocalcio, lotto e giochi vari. La Lombardia è la regione con la spesa mensile più elevata (2.918 euro), seguita da Veneto (2.857) ed Emilia-Romagna (2.799). Fanalino di coda la Sicilia con 1.721 euro. «La contrazione dei consumi – dicono Adusbef e Federconsumatori – ha comportato una diminuzione della qualità della vita e una contrazione nel mercato di risorse per oltre 20 miliardi. E nel 2010 la situazione peggiorerà: a causa di aumenti di prezzi e tariffe e tasse locali, ci sarà un’ulteriore riduzione del potere d’acquisto di 886 euro a famiglia». Per i consumatori c’è bisogno di una manovra diversa, con investimenti sui settori innovativi e aiuti al potere di acquisto».