Consumi: Al bar spendiamo 36 € al mese

27/05/2002





Consumi – Il 70% degli italiani è cliente abituale, ma in 14 milioni non ci vanno neanche una volta
Al bar spendiamo 36 € al mese
Gli italiani sono grandi frequentatori di bar e di ristoranti, secondo un’indagine di Confesercenti (il lavoro di ricerca è stato svolto da Astra-Demoskopea). Il tasso di frequentazione è pari a 4,7 volte la settimana per bar e pub e di 1,2 volte per ristoranti, trattorie e osterie. Ma il mercato può ancora crescere visto che, secondo l’indagine, ci sono almeno 14 milioni di italiani che non frequentano mai un bar, mentre per i ristoranti questa cifra cala a quota 6 milioni. Le famiglie spendono 36,6 euro al mese per i bar e 118,2 per i ristoranti. Comunque il 70% degli italiani è cliente abituale di bar e pub e l’82% frequenta, più o meno assiduamente, ristoranti, trattorie e pizzerie, ricorda l’indagine Confesercenti, relativa alla popolazione tra i 14 e i 79 anni (47,4 milioni di persone). Secondo l’indagine i frequentatori più assidui di bar o pub (quasi 5 volte alla settimana) sono 8,2 milioni (il 17% della popolazione adulta) è si recano nei locali anche più volte al giorno. Tra i veri e propri fan spiccano gli uomini, tra 35 e 54 anni, residenti nel Centro Italia e nei comuni con 100-250mila abitanti). Un terzo del totale, ossia 15,8 milioni di italiani, è contraddistinto da un tasso medio di frequentazione del bar, in genere alcune volte alla settimana: sono in particolare uomini (14-34enni), residenti nelle città con 250-500mila abitanti; ed infine 9,3 milioni (20%) sono i clienti saltuari di bar e pub, per lo più da una a tre volte al mese (con accentuazioni tra le donne, i 25-34enni, i residenti nel Nord-Est). E veniamo a ristoranti, trattorie, osterie e pizzerie. L’indagine sottolinea innanzitutto la quota più bassa dei non clienti (solo 5,9 milioni, per lo più donne, tra i 55 e i 79 anni, residenti in genere nel Nord-Ovest). Più bassa anche la percentuale dei frequentatori assidui: 1,3 milioni, il 3% della popolazione adulta, specie uomini, tra i 25 e i 43 anni, residenti nel Nord e nei centri urbani con 100-250mila abitanti. Il nocciolo duro è comunque dati dai clienti frequentatori da due a sei volte alla settimana (3,8 milioni, ossia l’8%): si tratta di persone tra i 14 e i 34 anni, residenti nel Nord-Est e nelle città con 250-500mila abitanti o nei comuni con meno di 10mila abitanti. Ampio – secondo l’indagine Astra/Demoskopea per Confesercenti – il gruppo delle persone che si recano al ristorante o in pizzeria una volta alla settimana: 7,9 milioni, pari al 17% degli adulti, in particolare uomini tra i 14 e i 24 anni o tra i 35 e i 44 anni, residenti nelle città con più di 500mila abitanti. Tra i frequentatori da una a tre volte al mese troviamo 19,4 milioni di italiani, il 41% del totale: specialmente donne, tra 45 e i 79 anni, residenti nel Centro Italia e nelle città con 250-500mila abitanti. Infine 9 milioni di italiani (il 19% del totale) sono da considerare clienti assai saltuari della ristorazione essendo connotati da una frequenza di visita pari a poche volte ogni dodici mesi. L’analisi ha preso in considerazione anche l’evoluzione del gusto, ne emerge una conferma di alcune tendenze in consolidamento: il recupero delle tradizioni nostrane, tipiche, locali è apprezzato dal 63% degli italiani; ma l’offerta di specialità originali, il mix di prodotti e offerte di culture diverse e ossia i piatti etnici sono interessanti per poco meno della metà degli italiani. L’indagine ha poi individuato diversi tipi di frequentatori. I «senza pretese», ottimi clienti di bar/pub ma debolissimi frequentatori di ristoranti/pizzerie: 6,6 milioni di adulti, residenti nelle città medie e grandi. I «tradizionalisti elitari»: 2,5 milioni di adulti, buoni frequentatori sia di bar sia di ristoranti, che pretendono locali esclusivi. I «tradizionalisti alla mano»: 8,2 milioni, deboli frequentatori di ristoranti e bar, tra 45 e 79 anni, residenti nelle città medie in particolare nel Nord-Ovest. Gli «informali odia-caos»: 6,7 milioni, poco frequentanti bar e ristoranti, caratterizzati appunto dall’amore per i locali silenziosi e riservati. Gli «informali estroversi»: 4,4 milioni di adulti, protesi ai locali self-service. I «giovani trendy»: 6,6 milioni, medi frequentatori di bar e medio-alti di ristoranti.

Vincenzo Chierchia
Lunedí 27 Maggio 2002