“Consumi 3″ Intervista a V.Tassinari (Coop): «Ipermercati spinti dalle promozioni»

26/07/2004


          sabato 24 Luglio 2004

          sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 15

          Settori in controtendenza / Parla Vincenzo Tassinari (Coop)
          «Ipermercati spinti dalle promozioni»
          GIANNI TROVATI
          MILANO • «Gli ipermercati sono la punta di diamante della grande distribuzione, ma i risultati ottenuti a maggio sono solo il frutto di un forte ampliamento della rete nel corso di tutto il 2003». Vincenzo Tassinari, direttore della centrale acquisti di Coop, interpreta così i dati diffusi ieri dall’Istat, e sottolinea che l’aumento del 2,5% registrato a maggio da questo canale distributivo può essere «in parte fuorviante».

          In che senso?
          Se anziché al valore assoluto dei consumi rilevato dall’Istat guardiamo ai risultati ottenuti nella rete omogenea, quindi al netto degli ipermercati aperti dopo il maggio 2003, non registriamo alcun aumento significativo. L’esperienza di Coop, che rappresenta il 26% del mercato, è indicativa: rispetto a 12 mesi fa le vendite nei nostri ipermercati sono cresciute dell’11,2% ma nel frattempo abbiamo costruito 11 nuovi centri. Senza il loro apporto, i volumi di vendita sono praticamente uguali a quelli dell’anno scorso.

          Anche lo sviluppo della rete, però, è un segno della vitalità di un settore che incontra il favore dei consumatori. Quali sono i fattori vincenti?

          Senza dubbio l’ampiezza dell’offerta e la maggiore convenienza dei prodotti, resa possibile dalle economie di scala. Questo elemento consente anche un impiego più incisivo delle promozioni, che hanno un peso rilevante nell’indirizzare i comportamenti di consumo.

          Ma un uso troppo esteso di queste campagne promozionali non rischia di minarne l’efficacia?

          Il pericolo esiste, e per evitarlo occorre pianificare in maniera strategica il calendario e le modalità delle promozioni. Tutti gli indicatori mostrano che i consumatori sono disorientati e vedono ridursi la loro capacità di spesa, per cui in questa fase è necessario concentrarsi su precise fasce deboli, ad esempio i pensionati, e su prodotti di prima necessità. Le campagne mirate sono anche un ottimo modo per mantenere i clienti nel tempo.

          In molti Paesi europei gli strumenti di fidelizzazione, grazie a sistemi di partnership, permettono al cliente di beneficiare di sconti e facilitazioni anche lontano dall’ipermercato. È una strategia che si può importare in Italia?

          In effetti registriamo un certo ritardo su questo fronte, ma la situazione è destinata a cambiare. Una strada possibile, e molto promettente, è quella di attivare per i clienti un’ampia gamma di servizi di carattere finanziario. Confrontarsi con le realtà europee più sviluppate, del resto, è sempre molto educativo e mostra bene i margini di crescita degli ipermercati.

          Ci sono gli spazi per una maggiore diffusione sul territorio?

          Sì, e sono ampi. Basti pensare che in Francia i centri sono 1.200 mentre in Italia sono meno di 400. Per i prossimi quattro anni la Coop ha in programma un’espansione per 300mila metri quadri, con un investimento di 1,5 miliardi di euro. La sfida è quella di svilupparsi soprattutto nel Mezzogiorno, dove la rete è ancora molto povera. Le prospettive di crescita, però, non devono riguardare solo gli ipermercati, perché anche le catene di prossimità sono destinate a svolgere un ruolo importante nella ripresa del commercio.