Consumatori, proteste in tutta Europa

16/09/2002





16 settembre 2002

IL COSTO DELLA VITA

Consumatori, proteste in tutta Europa

La borsa della spesa/1 – La Commissione minimizza, ma le organizzazioni denunciano dovunque aumenti dei prezzi ingiustificati
Barbara Roffi


Con l’introduzione dell’euro i prezzi al consumo sono cresciuti in tutta Europa, anche se in misura differente. Lo dicono le associazioni dei consumatori che hanno raccolto i dati relativi agli aumenti e le denunce dei cittadini. Ma se gli aumenti sono sotto gli occhi di tutti, la Commissione Ue continua a negare un rapporto di causa-effetto e, in un comunicato di fine luglio sul calo dell’inflazione, azzarda considerazioni come: «La crescita dei prezzi…è dovuta a meccanismi inflattivi normali e ad alcuni fattori particolari non legati all’euro, come il maltempo per frutta e verdura, il prezzo del petrolio per il mercato automobilistico o alcuni aumenti delle imposte sul tabacco». E, quasi volendosi mettere al riparo da possibili attacchi, dice nello stesso comunicato che «non c’è alcun modo per sapere quale tasso d’inflazione ci sarebbe se non si fosse introdotto l’euro». Al di la della difesa ad oltranza che la Commissione Ue fa della sua creatura, l’euro, è comunque vero che, se si considera la zona euro (i 12 Paesi dell’Unione in cui circola la valuta europea), sono pochi i Paesi dove gli aumenti hanno "fatto notizia". Secondo i dati raccolti dal Beuc, la federazione delle maggiori associazioni europee di consumatori che ha realizzato due indagini dopo 2 e 6 mesi dall’introduzione della valuta europea, i settori che hanno registrato i maggiori aumenti in febbraio continuano a "comportarsi male". Primi tra tutti bar, ristoranti, cinema, parcheggi, la sanità, con l’aumento delle consultazioni specialistiche, dei prezzi di cliniche e ospedali, nonchè il paniere della spesa in generale. Analizzando più in dettaglio la situazione nei vari Paesi, si può vedere ad esempio come in Germania i prezzi siano cresciuti lievemente in alcuni settori, ma gli aumenti si siano registrati soprattutto alla fine del 2001, cioè prima dell’adozione dell’euro. Molti servizi sono comunque aumentati, come la ristorazione, le tintorie o gli autolavaggi ma, dopo una campagna condotta in primavera dalle associazioni dei consumatori, si è creato un "tavolo negoziale" tra ministero competente e commercianti che pare aver calmato la situazione. Anche la Spagna ha avuto aumenti legati all’euro, come ha ammesso in parte anche l’istituto nazionale di statistica, ma si sono registrati soprattutto all’inizio del 2002. In Francia, dicono le associazioni di consumatori, sono i supermercati ad aver aumentato di più i listini. Nel primo trimestre 2002 il prezzo di 59 prodotti su 804, venduti in 1.326 supermercati, era cresciuto del 4%, inflazione esclusa. Da aprile i prezzi sono ancora lievitati, specie quelli di carne e prodotti caseari, con picchi di +30%. Questo si potrebbe però ricondurre alla situazione politica generale: infatti il precedente del governo, in particolare il titolare dell’Economia, Laurant Fabius, aveva aumentato fortemente i controlli, che hanno certo aiutato a controllare il fenomeno. Dopo una campagna elettorale "paralizzante", il nuovo governo Raffarin sembra però concentrato più sui temi della sicurezza e non ha ancora affrontato in dettaglio quelli economici, che non tarderanno però a presentarsi. Aumenti moderati si sono registrati anche in Austria, dove i reclami, all’inizio dell’anno, hanno riguardato soprattutto gli "arrotondamenti" dovuti al cambio da 10 ats (0,73 €) a 1 euro e da 20 ats (1,45 €) a 2 euro. Un caso a parte è costituito dalla Grecia, dove gli aumenti sono stati più elevati e la situazione sta ormai scivolando fuori dal controllo governativo. Uno sviluppo che non pare gradito neppure dalle associazioni dei consumatori, che preferiscono la via negoziale, come spiega Dominique Forest, economista del Beuc: «Il boicottaggio è uno strumento che va utilizzato con cautela perchè non consente di distinguere tra settori più colpevoli di altri e colpisce tutti alla cieca.