Consumatori e commercianti “No alla tassa sulla salute”

26/05/2003

 
 
    Pagina 30 – Economia
 
 
    Proteste per le modifiche prospettate da Berlusconi. Condono: 8 miliardi di incasso
    Consumatori e commercianti "No alla tassa sulla salute"
          "Sulla sanatoria euforia fuori luogo"
          LUCA PAGNI

          MILANO – Da una parte c´è la bocciatura da parte di commercianti, consumatori e sindacati della proposta lanciata da Silvio Berlusconi di abolire l´Irap e sostituirla con una nuova tassa sulla salute. Dall´altra, il premier trova motivo di consolazione dalle prime indicazioni sui risultati del condono, visto che nelle casse dello Stato dovrebbero arrivare più degli 8 miliardi di euro previsti.
          Per la politica delle entrate del governo è una giornata in chiaroscuro. L´obiettivo «ampiamente centrato» se non addirittura superato con il condono è stato salutato con soddisfazione da Palazzo Chigi. «Ce lo aspettavamo, l´andamento era tale che c´era uno stato d´animo positivo», è stato il commento di Berlusconi. Per conoscere i dati definitivi bisognerà ora attendere il 16 giugno, quando saranno trasmesse telematicamente le richieste di adesione alla sanatoria. Solo allora, anche in base all´entità della cifra raccolta, il governo deciderà se prorogare il provvedimento. «Un euforia fuori luogo», ha replicato più di un rappresentante del centrosinistra, ricordando che la scelta del governo è stata quella di «premiare i cittadini che non rispettano la legge».
          Non sono queste le uniche critiche piovute ieri su Palazzo Chigi. Fa discutere la proposta del premier di «tornare all´antico», riproponendo «il vecchio contributo al servizio sanitario nazionale» al posto dell´Irap. Come ha confermato ieri il sottosegretario all´Economia di Forza Italia Giuseppe Vegas: «L´Irap verrà abolita entro la fine della legislatura, è una imposta iniqua che non grava sulla ricchezza e sui redditi ma sul costo del lavoro».
          Ma il ritorno alla tassa della salute per compensare i mancati introiti dell´Irap viene cassata da molti. A cominciare da Marco Venturi, presidente di Confesercenti: «Piccole e medie imprese dovranno pagare per un provvedimento che comporta per loro scarsi benefici, rappresentando invece un favore alle grandi imprese banche e assicurazioni in prima linea». Ancora più duro il commento che arrivato dall´Intesa dei consumatori, il coordinamento che riunisce Codacons, Adusbef, Adoc e Federconsumatori. A loro dire il premier è «un Robin Hood alla rovescia che toglie ai poveri per dare ai ricchi». Una battuta così giustificata: «Dopo la reintroduzione dei ticket sulle medicine e la manovra sui farmaci che hanno portato ogni famiglia a spendere il 35 per cento in più per curarsi è assai grave la decisione di ripristinare la tassa sulla salute, inutile e pesante balzello a carico delle famiglie».

          Infine il fronte sindacale. Luigi Angeletti, segretario nazionale Uil, boccia senza appelli la proposta di sgravi Irap limitati al sud, così come avanzata dal presidente di Confindustria, Antonio D´Amato: «Sarebbe una forma di criminalità economica e politica sprecare le ultime risorse che abbiamo. Forse un giorno, quando avremo abbastanza soldi per ridurre le tasse e l´Irap lo faremo, ma non adesso».