Consumatori: Ai minimi da 5 anni le attese degli italiani

31/10/2001
La Stampa web









(Del 31/10/2001 Sezione: Economia Pag. 7)
Consumatori
Ai minimi da 5 anni le attese degli italiani

ROMA Oltre agli indici di Borsa anche la fiducia di consumatori e imprese va in picchiata, una tendenza che non sembra destinata ad inversioni prima di tre o quattro mesi. La previsione viene da un´indagine dell´Isae, secondo la quale tra la fine di settembre e la prima decade di ottobre, al netto della componente stagionale, si è registrato un sensibile peggioramento del clima di fiducia rispetto allo stesso periodo del 2000, in particolare nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno, dove questo indicatore ha toccato i valori minimi degli ultimi cinque anni. A peggiorare sono le aspettative sulla situazione economica del Paese e sull´occupazione, ma, in particolare, le previsioni più favorevoli sulla possibilità e la convenienza di risparmiare. Un´indebolimento di fiducia, che, stando alle conclusioni dell´indagine, sembra destinata a proseguire almeno per tutto il quarto trimestre dell´anno e che, sulla base dei segnali forniti dagli indicatori, dovrebbe interessare tutto il Paese. «Uno scenario – commenta l´Isae – che risente della diffusa caduta delle previsioni a breve termine registrata nel mese di settembre, dopo l’attacco terroristico negli Usa». Una situazione, insomma, che riflette quella americana, dove, con il crollo di 11,5 punti ad ottobre l’indice di fiducia dei consumatori torna indietro di sette anni. Il dato allarma per gli effetti che potranno esserci sul livello effettivo dei consumi negli Stati Uniti, per cui tutti si attendono un calo non si sa quanto destinato a protrarsi. In Europa l’ultimo riscontro degli effetti di terrorismo e guerra sull’economia è proprio quello che riguarda l´Italia: nell’inchiesta mensile di ottobre l’indice Isae era risalito nei primi giorni del mese oltre il livello precedente l’11 settembre per poi cadere di oltre 5 punti nei giorni successivi all’inizio della guerra. Le previsioni più nere vengono però dalla Germania, dove le valutazioni di imprese e consumatori sull´economia sono ai minimi: più di un terzo delle società sondate dalla federazione delle camere di commercio prevede di tagliare i piani di investimento. Anche in Inghilterra i giudizi del business britannico sulle esportazioni sono al minimo degli ultimi 21 anni. Va meglio in Francia, dove imprese e consumatori finora hanno resistito alle ventata di pessimismo, ma non tutti sono d’accordo sul fatto che questa resistenza durerà. La valutazione generale per il Vecchio continente è che si stiano consolidando giudizi tendenzialmente pessimistici sui prossimi mesi.

Un commento sulla situazione complessiva viene dell’economista del Cer, Pierluigi Morelli: «Per gli usa, se dobbiamo fidarci del passato, va rilevato che dopo l’invasione del Kuwait nel 1990 la caduta dell’indice di fiducia registrato dal conference board fu seguito fedelmente dalla caduta del livello dei consumi. In Europa, invece, a parte la Germania, i consumatori non ritengono ancora che l’impatto della guerra sarà per ora diretto. Ma può essere solo questione di tempo».
Vanni Cornero
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