“Consumati” Lo scandalo di un paese sempre più povero (L.Gallino)

23/06/2005
    giovedì 23 giugno 2003

      Pagina 1/39 – Economia

      Lo scandalo di un paese
      che è sempre più povero

        Come è possibile che l´occupazione cresca mentre il Pil da tempo è fermo o arretra?

          Luciano Gallino

            LA DIMINUZIONE delle vendite al dettaglio rilevata dall´Istat su base annua – meno 3,9% ad aprile 2005 rispetto ad un anno prima – è sicuramente preoccupante. Ancora più preoccupante è l´indice, fornito sempre dall´Istat, del valore delle vendite a tale data che si ottiene facendo uguale a 100 il valore delle vendite relativo al 2000. A prezzi correnti, non depurati dell´inflazione, il totale delle vendite così misurato supera infatti, di poco, i 104 punti.

            In altre parole, se un medio negozio vendeva nel 2000 merci per 100 euro, ad aprile 2005 ne ha vendute per 104 e qualcosa. Il fatto è che dal 2000 all´aprile 2005 si sono avuti almeno nove punti di inflazione. Il che significa che se il calcolo fosse fatto in moneta costante, il valore delle vendite non risulterebbe aumentato di un modesto 4% in quasi quattro anni e mezzo. Risulterebbe invece essere sceso a quota 95.

            Questo pessimo dato pluriennale mostra come il calo delle vendite registrato rispetto all´anno scorso non è un dato congiunturale, ascrivibile ad una serie di situazioni sfavorevoli, bensì esprime una grave tendenza strutturale del nostro sistema economico. Balza agli occhi, innanzitutto, il permanere e anzi l´aggravarsi degli squilibri territoriali.

            Gli abitati del Nordovest, dopotutto, hanno accresciuto i loro consumi alimentari di oltre 10 punti tra il 2000 e il 2005. Per contro gli abitanti del Sud e delle isole hanno visto scendere gli analoghi consumi da 100 a meno di 97, sempre lasciando da parte l´inflazione. Su base annua, i consumi alimentari dei primi sono scesi appena dell´1%; quelli dei secondi hanno segnato un salto all´ingiù di oltre 11 punti percentuali.
            In secondo luogo la diminuzione delle vendite e dei consumi pare gravare prevalentemente sull´industria manifatturiera.

            Mentre le vendite di prodotti alimentari sono salite nel medio periodo a 112 punti, quelli di beni industriali – ci si riferisce ovviamente a quelli che transitano per i negozi, i supermercati, eccetera – sono scesi a 99. E più sono tecnologici i prodotti, più forte è stato il calo delle vendite. Nei settori che raggruppano elettrodomestici, tivù, informatica e telefonia, rispetto al 2000 le vendite di aprile 2005 sono scese tra i 15 e i 17 punti – un vero tonfo. Si può dire, naturalmente, che in questo caso sono i prezzi unitari che sono scesi, deprimendo di conseguenza gli indici redatti in moneta corrente. Ma a parte il fatto che i prezzi per unità di prodotto sono realmente scesi solamente nel caso dei cellulari, perché tutti gli altri offrono prestazioni superiori ma costano più cari, una diminuzione così forte delle vendite al dettaglio dei prodotti industriali significa che qualcosa non quadra nelle strategie produttive e di mercato delle imprese.

              Non da ultimo, bisognerà pure che qualcuno prima o poi spieghi come mai l´occupazione sembra aumentare, mentre i consumi perdono quasi il 4% in un solo anno. Ancora un paio di giorni fa esponenti del governo e la stampa ad esso vicina salutavano con entusiasmo l´aumento di altri duecentomila occupati, che porterebbero ad oltre due milioni di unità la crescita dell´occupazione dal 2001 ad oggi. Già vi era da chiedersi com´era possibile che l´occupazione crescesse in tal misura mentre il Pil da tempo è fermo o arretra. I nuovi dati sulle vendite e sui consumi non possono che accrescere le perplessità circa il numero di persone e di ore di lavoro che vengono effettivamente impiegate nel Paese per produrre il Pil, circa il loro livello di produttività ed i redditi reali che essi generano. Un rapporto in ogni caso si intravede: nel Sud e nelle isole la disoccupazione supera il 25%, con punte di oltre il 40 tra le giovani donne, e nelle stesse regioni le vendite di prodotti alimentari sono scese in una anno dell´11%. Qualcuno ha detto che è utile che gli scandali avvengano. Eccone uno bello e pronto per essere utilizzato.