“Consumati” Il premier affronta i commercianti

23/06/2005
    giovedì 23 giugno 2003

      Pagina 2 – Economia

      IL RETROSCENA

        Incontro con Sergio Billè in preparazione dell´assemblea di oggi dopo le cattive accoglienze di industriali e costruttori

          Il premier affronta i commercianti
          «Almeno voi non fischiatemi»

            "Dobbiamo riconquistare tutti i nostri voti", la parola d´ordine lanciata nel comitato di lavoro di Forza Italia

              CLAUDIO TITO

                ROMA – «Questa volta non voglio sorprese. Almeno dai commercianti non voglio sorprese». Il blocco sociale che ha portato alla vittoria il centrodestra nel 2001 sta subendo quasi una mutazione genetica. Silvio Berlusconi lo ha capito e sta cercando di correre ai ripari. Nel giro di quattro anni, infatti, il presidente del consiglio è passato in molti casi dagli applausi ai borbottii. Soprattutto nella sua base, quella degli imprenditori. Non per niente, alla vigilia dell´Assemblea generale della Confcommercio, ieri si è precipitato da Sergio Billè per preparare l´assise dei commercianti. E così pur avendo davanti agli occhi gli ultimi pesanti dati sulle vendite al dettaglio, ha cercato di rassicurare i suoi interlocutori. «Non credete a quello che vi raccontano. La nostra situazione economica, certo, è complicata – si sbracciava -. Ma stiamo messi molto meglio di altri paesi». Un ottimismo che, però, non ha convinto Billè. «Non parliamo adesso di queste cose», lo ha bloccato rinviando a oggi una «analisi puntuale della situazione economica e politica».

                Dal 2001 ad oggi, insomma, tanta acqua è passata sotto i ponti. Sotto quelli della Confcommercio e non solo. «Dobbiamo riconquistare tutti i nostri voti», è stata la parola d´ordine lanciata nel comitato di lavoro di Forza Italia. Eh già, perché la preoccupazione del premier è veder perdere i supporter di un tempo. Il ricordo di Berlusconi e dello stesso presidente della Confcommercio è andato al 6 aprile del 2001. Mancavano pochi giorni al voto. E allora così si esprimeva il leader dei commercianti dopo aver ascoltato il capo della Cdl: «Va nella direzione giusta, anche per quanto riguarda le priorità soprattutto in riferimento a quella fiscale». Esattamente 48 mesi dopo, il 9 aprile scorso l´entusiasmo di un tempo si è trasformato in delusione: «La politica economica sta rischiando di diventare un minestrone sempre più indigesto e addirittura immangiabile. I discorsi ambigui e ondivaghi davvero non pagano più».

                Ma non è solo la confederazione di Billè ad aver scommesso sul Cavaliere nel 2001 e ora è pronta a cambiare "cavallo" scomponendo quel fronte che si era schierato granitico al fianco di Sua Emittenza nello scontro con Francesco Rutelli. I "duelli" a distanza con Luca Cordero di Montezemolo ormai sono una costante. Eppure alla vigilia delle ultime elezioni politiche, il feeling con Via dell´Astronomia, guidata in quel tempo da Antonio D´Amato, era a dir poco intenso. Gli applausi al meeting degli imprenditori a Parma furono scroscianti per il Cavaliere. Che, infatti, rispose: «Il vostro progetto è la fotocopia di un programma di governo, quello che noi presenteremo agli italiani». L´altro ieri, a Reggio Emilia, invece, l´attuale capo degli industriali italiani ammoniva: «Non bisogna creare aspettative e poi non mantenerle».
                Plateale la retromarcia della Confartigianato. «Siamo offesi» dall´esecutivo, aveva attaccato il neo presidente Guerrini, il 15 giugno scorso. Eppure nel 2001 non era così. Il 21 marzo di quell´anno, il Cavaliere aveva riunito tutti gli artigiani e li aveva convinti. Tant´è che l´allora presidente della Confartigianato, Luciano Petracchi, diceva con un sorriso stampato sulla bocca: «Berlusconi ha recepito la nostra posizione. È un uomo che le imprese le conosce».

                Ma l´elenco delle capovolte non si ferma qui. Basti pensare all´Ance, l´associazione dei costruttori edili. 11 giugno 2001: «La squadra di governo – sentenziava il presidente dell´Ance, Claudio De Albertis – appare adeguata sia sul piano della competenza politica sia su quello delle capacità professionali. È bene poi che gli investimenti nelle opere pubbliche siano una priorità del governo». Lo stesso De Albertis il 7 giugno scorso, sempre davanti a Berlusconi, relazionava sconsolato: «si è ridotta la dotazione delle risorse per le opere pubbliche» e sulla riqualificazione delle aree urbane «debbo prendere atto con delusione che dei provvedimenti non resta traccia in Parlamento». Idem per la Confagricoltura che quattro anni fa stese un documento per segnalare le sue richieste. L´11 maggio scorso, il presidente Vecchioni, osservava con fare "minimal": «Per uscire dall´impasse il governo deve inserire l´agricoltura nelle future scelte politiche dell´agenda economica».

                  Evidentemente, chiosava ieri il Cavaliere riferendosi con un accento autobiografico all´ascesa di Ricucci in Rcs, «quando qualcuno osa dare fastidio ai poteri forti, allora viene messo sotto accusa».