Consorte sotto inchiesta, e la Finanza stringe su Billè

07/12/2005
    mercoledì 7 dicembre 2005

      Pagina 39- Economia

        LE INDAGINI

          Caso-Ricucci, per il leader Confcommercio ipotesi di appropriazione indebita

          Bnl, Consorte sotto inchiesta
          E la Finanza stringe su Billè

            ELSA VINCI

              ROMA – Giovanni Consorte, presidente di Unipol, non ha detto la verità o meglio non l´ha detta tutta. Per questo è finito sul registro degli indagati della procura di Roma, l´accusa è ostacolo alle autorità di vigilanza nella scalata a Bnl. L´iscrizione è stata secretata. Sergio Billè è al centro di indagini della guardia di finanza per "l´acquisto" di un immobile in via Lima a Roma da Stefano Ricucci, l´uomo della scalata a Rcs. Gli inquirenti hanno verificato che Billè ha prelevato 39 milioni di euro dal cosiddetto "fondo del presidente", disponibilità extra bilancio dell´organizzazione per far fronte alle emergenze, e li ha versati sul conto di Ricucci durante l´accordo preliminare di una compravendita in realtà mai avvenuta.

              L´affare infatti non si è concluso. Resta ancora misterioso agli occhi di chi indaga come mai si possano versare tanti soldi per avere nulla in cambio, dall´altra parte invece Ricucci ha usato quel denaro per acquistare titoli Rcs. Secondo quanto riferito dalla finanza ai magistrati, Billè si sarebbe reso protagonista di un´appropriazione indebita. L´iscrizione non è confermata ma si profila come atto dovuto.

              Le ultime novità emergono dallo screening che il nucleo valutario sta svolgendo sulla Magiste e su tutti i conti di Ricucci, sotto inchiesta per la scalata a Rcs. La prima traccia di quei 39 milioni fu trovata nel febbraio scorso nei documenti scoperti dalla finanza alla frontiera di Ponte Chiasso a due uomini di Ricucci. L´immobile di via Lima, da destinare ufficialmente a una sede Confcommercio, era stato messo in vendita per 60 milioni. Billè dal fondo extra bilancio ne ha prelevati e versati 39 senza però dar seguito all´acquisto. Da qui i dubbi della magistratura romana e milanese, che hanno deciso di indagare.

              Sul fronte della scalata a Bnl, i pm capitolini non hanno potuto non rilevare le contraddizioni tra quanto comunicato al mercato, a Bankitalia e a Consob, e i fatti. Secondo la procura, Giovanni Consorte fin dall´inizio aveva come obiettivo il controllo di Bnl ma le informazioni diffuse da Unipol manifestavano soltanto la volontà di un´azione di tutela dell´investimento Bnl Vita spa: non è chiaro come per difendere una partecipazione relativamente modesta, Unipol ritenesse indispensabile acquisire la società capogruppo, ovvero Bnl, con un impegno finanziario senza precedenti. Altri esponenti del vertice Unipol sono coinvolti nell´inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, ma il procuratore capo Giovanni Ferrara si limita a dichiarare che le iscrizioni, avvenute tre settimane fa, sono state secretate. «No comment» dal gruppo bolognese.

              La svolta giudiziaria si fonda sull´analisi dei comunicati emessi da Unipol tra il 21 maggio, quando deteneva l´1,97 % di Bnl, e il 18 luglio, quando il gruppo assicurativo imboccava la strada dell´Opa. In settembre Consorte è stato sentito come testimone, poco dopo è stato convocato anche Luigi Abete, che ha anticipato ai pm i motivi per cui il cda di Bnl ha demolito l´impianto dell´offerta Unipol. Nelle ultime settimane sono astati acquisiti altri documenti, compresa l´autorizzazione Isvap.

              Comunicazioni sull´inchiesta sono state inviate al Csm, che indaga sul giudice milanese Francesco Castellano intercettato mentre rassicurava Consorte sulle sorti dell´inchiesta, e alla procura di Perugia che su quelle intercettazioni ha aperto un fascicolo.