Consoli, Meliorbanca, Confcommercio e Confesercenti Giochi: il Bingo scalda i motori

19/11/2000

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Sabato 18 Novembre 2000 italia – economia
A Vincenzo Scotti la presidenza della Formula Bingo di Consoli, Meliorbanca, Confcommercio e Confesercenti Giochi, il Bingo scalda i motori

ROMA. Il bando di gara è atteso da un momento all’altro. Tocca all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (sì, esiste ancora) stabilire le modalità della gara europea con la quale verranno assegnate 420 concessioni per l’apertura di altrettante sale Bingo sul territorio italiano. Entro 52 giorni dalla pubblicazione del bando i candidati dovranno presentare i loro progetti, poi una commissione ministeriale dovrà proclamare i vincitori.

Da quel momento partirà una corsa contro il tempo per mettere in moto prima possibile le sale dove gli italiani potranno dare libero sfogo alla loro passione, finora confinata alle ore di digestione successive ai pranzi natalizi, per la tombola. Si stima che nel primo anno di attività delle sale gli italiani giocheranno 5mila miliardi. Il fisco ne terrà per sè 1.000, cioè il 20% delle giocate.

Le cifre del business fanno impressione. Dall’inizio del 2001 saranno allestite 420 sale da 1.000 metri quadrati: qualcuno già la possiede, altri dovranno comprarle o affittarle. Per gli arredi e le tecnologie è previsto un investimento di 2 miliardi circa a sala, per un totale di quasi 900 miliardi. In ogni sala lavoreranno 30 persone, quindi potrebbero nascere quasi 13mila nuovi posti. Si stima che in media ogni giorno 1 milione di italiani entreranno nelle sale Bingo e che i contatti in un anno raggiungeranno i 450 milioni.

Ogni locale sarà attrezzato per ospitare 500 visitatori. Ciò significa che occorrerà acquistare circa 200mila tra sedie e poltrone, 25mila tavoli, 20mila monitor, 20mila personal computer, 120mila punti-luce, 1.000 stampanti, 1.500 display luminosi sui quali sarà possibile leggere i risultati dei sorteggi, 800 estrattori automatici.

Ma chi si lancerà nel business del Bingo? Saranno per lo più albergatori, titolari di discoteche, di sale giochi, di cinematografi, forse anche qualcuno che possiede un locale adatto e che non sa che cosa farci. Alla gara parteciperanno persone fisiche, società di persone e società di capitali direttamente controllate da persone fisiche. La maggior parte dei candidati non sarà in grado di gestire autonomamente la partecipazione alla gara e, in caso di vittoria, l’allestimento della sala. Per questo, a monte, ferve l’attività di alcuni big del settore dei giochi, come la Snai, pronta a offrire i suoi servizi a chi ha bisogno di consulenza.

Confcommercio e Confesercenti hanno tuttavia deciso di giocare in proprio. Di fronte alle numerose richieste provenienti dagli associati si sono alleate tra loro (fatto non consueto) e poi con altri partner per creare un «Bingo service provider». È nata così Formula Bingo che offre ai potenziali clienti un format per le sale e un’assistenza a tutto campo. Le due associazioni dei commercianti, peraltro, hanno sottoscritto una quota minima del capitale (vedere grafico). La parte del leone (49%) la fa Formula Bingo Servizi, una società che fa capo all’imprenditore Luciano Consoli e ad altri azionisti tra cui l’Adn Kronos di Pippo Marra.

Consoli, noto alle cronache sia per le sue sfortunate avventure editoriali ("La Voce", "Liberal") sia per una presunta «contiguità» ai Ds e in particolare ai cosiddetti D’Alema-boys, è vicepresidente di Formula Bingo. Nel suo studio spicca una grande carta d’Italia sulla quale sono piantate 170 bandierine di tre diversi colori. «Indicano lo stato di avanzamento dei progetti dei nostri clienti — spiega Consoli — cui siamo in grado di fornire i prodotti e i servizi migliori grazie ai nostri fornitori ufficiali». Tra questi figurano la Vaprel, una società di Valencia che produce hardware e software per i sistemi di sala, la Destro per le poltrone, la Guzzini per gli impianti di illuminazione, la Codere, una società americana che gestisce sale giochi e casino in Spagna e negli Stati Uniti. L’obiettivo è ambizioso: creare una rete di sale sparse in tutta Italia a cui saranno fornite la sala «chiavi in mano», inclusa la formazione del personale e l’assistenza tecnica, legale, societaria.

Completano il vertice di Formula Bingo l’amministratore delegato Paolo Frigieri e il presidente Vincenzo Scotti. Che cosa c’entra l’ex-ministro democristiano con il Bingo? «Ho rapporti con la Confcommercio — risponde Scotti — attraverso la Link University di Malta di cui sono presidente: sono stati loro a propormi di assumere la presidenza».

Orazio Carabini