Consob impugna il bilancio di Cit

18/03/2005
    venerdì 18 marzo 2005

    sezione: FINANZA E MERCATI – pagine 31

    Sotto la lente i crediti infragruppo e le plusvalenze immobiliari dell’esercizio 2003

    Consob impugna il bilancio di Cit

    SIMONE FILIPPETTI

    MILANO • Sulla già traballante Cit piomba il ciclone Consob. Non bastassero i 40 milioni di perdite del bilancio 2003, la commissione di Cardia ha chiesto la nullità di quello stesso documento. Nel mirino sono finiti i crediti infragruppo del tour operator finito in crisi e la plusvalenza dell’operazione immobiliare con la parte correlata Progetto Italiano: secondo Piazza Martini quest’ultima, che « ha svolto un ruolo determinante ai fini della continuità aziendale » di Cit, avrebbe dovuto richiedere accantonamenti mentre i crediti avrebbero necessitato « maggiore prudenza nella valutazione » .

    Il provvedimento cade proprio quando per Cit si intravedeva una schiarita: il prestitoponte da 14 milioni concesso da un pool di banche (Banca Intesa) e l’insediamento del Comitato di Garanzia per il rilancio. A ben vedere, però, l’iniziativa di Consob non è del tutto un fulmine a ciel sereno visto che già i revisori di Ernst& Young, a dicembre 2003 e giugno 2004, avevano puntato il dito sui presupposti di continuità aziendale e avevano espresso una non opinion sulla semestrale del gruppo. Adesso la palla passa al Tribunale civile di Milano: se il giudice riterrà fondato l’esposto della commissione, gli amministratori dovranno ricompilare il bilancio. Ma ridotti i 30 milioni di euro di plusvalenza delle cessioni immobiliari ( la cui riscossione è difficile per Consob), e con maggiori accantonamenti sui crediti tra parti correlate (che ammontano a 26 milioni), Cit vedrebbe il rosso ampliarsi.

      Nel frattempo la situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo si è deteriorata: al 30 giugno 2004 c’erano perdite per 31 milioni il patrimonio netto era finito in rosso. Per questo in autunno è stato varato un aumento di capitale da 50 milioni in scadenza ad aprile. Intanto proprio oggi il Comitato, composto dai neo manager Giulio Macrì, Stefano Coen e da Arcangelo Taddeo, uno dei consiglieri esecutivi che approvò il bilancio finito sotto la lente, faranno il punto della situazione.