Congresso Hak-Is – 21-22 Ottobre 2011 Ankara, Turchia

Nota sul Congresso Hak-Is – 21-22 Ottobre 2011 Ankara, Turchia
27/10/2011 -  Dipartimento Politiche Globali
La confederazione Hak-Is nasce nel 1975, con una impronta islamista e nazionalista, per poi evolversi in una corrente sindacale moderata, laica, dialogante e molto vicina, alle forze politiche governative e nazionaliste. Diventa membro della CES e dell’ICFTU nel 1997, dopo essere stata respinta nel 1993, per il veto di altre due confederazioni turche: Turk–Is e DISK.
Sin dalla sua fondazione, la Hak-Is è in competizione con la Turk-Is (fondata nel 1952, dichiara a livello internazionale 850.000 iscritti), per essere il  principale  interlocutore sindacale del paese e per il numero di affiliati.
Oggi il Hak-Is dichiara di essere la prima confederazione della Turchia, con oltre 600.000 iscritti, mentre per le affiliazioni internazionali dichiara poco più della metà di questo numero (si commenta che Hak-Is, negli ultimi anni,  abbia affiliato molti sindacati del settore pubblico precedentemente membri della concorrente Turk-Is).

Il Congresso ha come slogan “From meeting of civilization to global trade unionism” (“dall’incontro di civiltà al sindacalismo globale), che verrà ripreso in molti interventi, dimostrando una volontà di dialogare con la comunità internazionale, con un pizzico di polemica, rivendicando un ruolo o una politica verso la Turchia che qui viene considerata non sufficiente o da rivedere.
 
Il dibattito nel Congresso è stato impostato più come dialogo con le forze politiche e con il governo. La presenza del Primo Ministro Erdogan ha mobilitato uno schieramento di sicurezza e di giornalisti da grandi eventi. Il suo discorso è stato centrato sulla lotta al terrorismo curdo e sui risultati positivi dell’economia nazionale. Erdogan ha accusato “i dirigenti di alcuni paesi dell’Unione Europea che continuano a dare appoggio ed a riconoscere come interlocutori i rappresentanti e le organizzazioni curde ..” sostenendo quindi che chi oggi non condanna questi atti e non prende le distanze dal PKK e dalle organizzazioni curde, sta con i terroristi ed è un nemico della Turchia. La condanna del terrorismo  e l’omaggio alle vittime dell’ultimo attentato che è costato la vita a 24 militari turchi, lo si ritroverà in tutti gli interventi succedutisi.
Interessante il messaggio di Erdogan sul ruolo della Turchia nello scacchiere internazionale. Erdogan rivendica di aver portato il suo paese in una posizione di stabilità economica interna, con aumento e distribuzione della ricchezza, con riduzione della disoccupazione, oggi attestata tra il 10 e il 12%, con aumenti del potere d’acquisto dei salari dei lavoratori oltre il 69% dal 2002 ad oggi, aumento reale delle pensioni del 40%. Soprattutto, rivendica che la Turchia è fuori dalla crisi finanziaria e che deve essere quindi rispettata e valutata per questi risultati. Rivendica quindi un ruolo internazionale, segnalando gli accordi e le buone relazioni instaurate con i vicini Iran ed Iraq, mandando un messaggio chiaro ad occidente, della posizione strategica e delle ambizioni politiche della Turchia di oggi.
Al sindacato, si limita a dire che se vuole essere considerato come partner affidabile deve unirsi al governo e fare proposte per costruire insieme le riforme, altrimenti, se si limita a criticare l’azione del governo, è fuori dalla storia.
La platea applaude, si sente che il rapporto tra governo e Hak-Is è di buona collaborazione e di rispetto, se non di dipendenza, Erdogan ha parlato come ad un suo congresso di partito.

Il Presidente del Hak-Is, Mahmut Arslan, ha chiesto più dialogo sociale al governo e di dar corso alle riforme della legislazione del lavoro, per la piena applicazione degli standards internazionali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, oltre a sostenere la necessità di una nuova Costituzione, più garante dei diritti umani e delle libertà (va ricordato che la Turchia è uno dei casi di “paese a rischio” selezionato dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati per le violazioni dei diritti umani e sindacali).
L’intervento di Arslan è sembrato più improntato a guardare verso l’Europa rispetto al discorso di Erdogan.

Tra le delegazioni dei sindacati europei, era presente e ha preso la parola Patrick Itschert, Vice-Segretario Generale della CES.

Sergio Bassoli

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