CONGRESSO FILCAMS: CORRAINI: PER DIFENDERE IL CONTRATTO NAZIONALE, SVILUPPARE LA CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO

22/01/2002

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

22 gennaio 2002

CONGRESSO FILCAMS: CORRAINI: PER DIFENDERE IL CONTRATTO NAZIONALE, SVILUPPARE LA CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO

“Se c’è un punto che mette in evidenza l’attacco ai diritti dei lavoratori – ha affermato Ivano Corraini nella relazione di apertura – questo è sui temi del diritto del lavoro, che la redazione della “legge delega” intende completamente riscrivere capovolgendo la gerarchia di valori che finora lo ha uniformato”.

E’ un progetto sul quale la vocazione dei sindacalisti a discutere punto per punto si scontra con “un filo conduttore unico, coerente” che punta “alla completa destrutturazione del mercato del lavoro, alla marginalizzazione del sindacato al ruolo di erogatore di servizi e di notaio delle scelte delle imprese e della accettazione da parte dei lavoratori”.

Un disegno che il sindacato contrasterà e per quanto riguarda la Filcams “faremo di tutto perché non rappresenti un vantaggio per le imprese che insistono nei nostri settori”.

“Anni di contrattazione sui temi del mercato del lavoro, delle flessibilità di impiego e dell’organizzazione del lavoro – ha detto Corraini – hanno prodotto nei nostri contratti risultati normativi che rappresentano un equilibrio importante tra interessi delle imprese e condizioni di lavoro”.

La deregolazione del mercato avrà come conseguenza la rottura di questo equilibrio con il risultato “certo” di una esaltazione della conflittualità nei luoghi di lavoro.

L’attacco ai diritti consolidati non è un fatto episodico e fa parte della strategia che ha in Confindustria l’artefice principale. Con importanti distinguo da parte di altre organizzazioni del terziario, a partire da Confcommercio. “Distinguo che abbiamo apprezzato nel loro giusto valore”.

Tuttavia, anche le imprese che operano nei settori del terziario non sono immuni dall’idea che “per ridurre i costi la via più breve è quella di tagliare i diritti”. Lo si è visto con alcuni rinnovi contrattuali particolarmente faticosi e con alcune trattative, il Gruppo Rinascente in testa, aperte da troppo tempo.

Un ruolo importante, centrale, quello della contrattazione per la Filcams.

“E’ principalmente con questo strumento che sviluppiamo la nostra azione politica settoriale – ha affermato Corraini -. Per questa ragione non solo abbiamo l’assillo di innovarne i contenuti, dobbiamo mettere sotto osservazione lo stesso modello contrattuale per adeguarlo all’evoluzione strutturale e alle priorità che di volta in volta ci assegniamo”.

Il contratto collettivo nazionale di lavoro è irrinunciabile per la Filcams. “Per noi è lo strumento della solidarietà nazionale, della identità settoriale per milioni di lavoratori”. Ed è lo strumento con il quale il sindacato assolve al proprio ruolo in nome e per conto dei lavoratori, di chi ha voce e di chi non ne ha perché ; non gli è consentito. Per molta parte dei lavoratori l’unico momento in cui vengono presi in considerazione i loro interessi economici e normativi.

“E oggi più che mai la difesa del contratto nazionale di lavoro passa attraverso l’affermazione del secondo livello di contrattazione.

“Ed è per questa radicata convinzione – sostiene Corraini – che nella eventuale riforma del modello contrattuale, uscito dal protocollo del 23 luglio, non sia determinante decidere se la durata del contratto nazionale è di quattro anni oppure di due più due, di tre o altro ancora. Quello che è dirimente è che ci siano due livelli di contrattazione, che al livello nazionale si assegni il compito della solidarietà nelle normative e nei diritti, della difesa del potere di acquisto dei salari, e che il secondo livello assuma una valenza e una estensione decisamente superiore a quella attuale”.

Una contrattazione di secondo livello che si sviluppi a livello aziendale, come già avviene, e che si estenda alla contrattazione territoriale, per il commercio, per il turismo e a maggior ragione per gli appalti e i servizi.

“La ragione non sta semplicemente nel fatto che dobbiamo esigere un diritto conquistato, motivazione di per sé sufficiente, è che se scegliamo il livello nazionale come livello per la solidarietà e i diritti comuni, allora dobbiamo cogliere in un altro livello i differenziali territoriali, differenziali di mercato o derivanti dalla competizione fra le imprese su quel territorio.

“Dobbiamo essere consapevoli che se non lo realizziamo nel secondo livello, alla lunga può affermarsi la linea, da noi respinta, di chi pensa che ciò vada fatto sostituendo il contratto nazionale con tanti contratti provinciali”.