“Congresso DS” Rischio scissione, i DS sono al bivio

14/12/2006

    gioved� 14 dicembre 2006

    Politica pag. 15

      MUSSI SI CANDIDA E PUNTA AL 30%. BATTIBECCO CON LA MAGGIORANZA: �NOI ANDIAMO AVANTI. NO A PROCESSI STALISNISTI

        Rischio scissione, i DS sono al bivio

          D’Alema: "Ancora margini per evitarla". Fassino insiste sul PD: "Ma con gradualit�"

            Al Consiglio
            del partito
            Veltroni � rimasto
            in silenzio

              AMEDEO LA MATTINA
              ROMA

              Nei Ds la discussione verso il Partito Democratico va avanti con un esito che sembra ormai scontato: la fusione con la Margherita e la scissione da parte della sinistra interna guidata da Fabio Mussi che si candida alla segretaria. Il �terzo incomodo� � il gruppo di ex dalemiani Angius-Caldarola-Brutti che al congresso presenteranno anche loro una mozione: per il momento basta e avanza una federazione con la Margherita. �L’idea di un patto federativo tra Ds e Dl come passo intermedio – spiega Angius – non rinnega il progetto del Pd ma lo rafforza�.

              L’unico punto che lega le tre posizioni � l’imprescindibile appartenenza al socialismo europeo. Cosa che il partito di Rutelli continua a rifiutare, mentre Fassino � convinto che alla fine la Margherita aderir� al Pse (�serve maturazione paziente�). Cos�, ieri, il Consiglio nazione dei Ds ha fotografato queste tre posizioni che Fassino ha cercato di tenere insieme, in qualche modo per scongiurare la scissione. D’Alema � convinto che ci siano �margini� per tenere uniti i Ds anche al termine del congresso: �Stando all’esperienza personale, i congressi giungono sempre a conclusioni diverse da quelle da cui si parte. Qui si � aperto un processo lungo, avr� delle tappe, nessuno ci corre dietro. Ci vorr� del tempo: l’orizzonte � nel 2009�. Per il ministro degli Esteri �c’� spazio per tutti nel Pd�. Ma intanto meglio non precipitare gli eventi. Fassino invece vuole accelerare? E’ pi� sensibile al pressing di Prodi? Non vuole farsi scavalcare da Walter Veltroni, che ieri al Consiglio nazionale non ha aperto bocca? Interpretazioni sbagliate, dice D’Alema: �Tra me e Fassino c’� una perfetta identit� di vedute�.

              Fassino non sta forzando la mano. Vuole che il partito nuovo nasca �dopo un processo graduale�, attraverso �una transizione non solo temporale ma anche di forme�. Che passa attraverso anche momenti federativi. �Al IV congresso – spiega Fassino – i Ds non solo non si scioglieranno ma approveranno una piattaforma politica con cui concorrere alla costruzione del Partito Democratico, eleggeranno un segretario e gli organismi dirigenti previsti dallo statuto, a cui sar� data la responsabilit� di guidare i Ds nel nuovo progetto. In altri termini, l’atto di nascita del nuovo partito non avviene all’inizio del processo costituente ma ne � l’esito finale�.

              Non sembrano convinte le minoranze. �Fassino allunga soltanto il brodo – commenta Mussi – con l’unico risultato di renderlo un po’ pi� sciapo�. Per il ministro dell’Universit� bisogna fermare il �treno�, perch� Ds e Dl sono �una coppia sterile�. E poi, �se nascer� il Pd � evidente che non andr� nel Pse�. Si inalbera Mussi di fronte all’accusa di tradimento: �Non esistono traditori, ci sono idee politiche in contraddizione e poi la libert� di scegliere quello che si ritiene giusto per ciascuno. Se si fa una campagna stalinista sulle scissioni contro chi ha un’altra idea, io lascio il congresso domani�. Replica di D’Alema: �Nessuno di noi far� campagne staliniste sulla scissione. Certo non � consolante pensare che vogliamo semplificare il sistema politico costruendo un partito che ne raccoglie due e poi ce ne perdiamo un pezzo per strada�. Aggiunge Fassino: �Non ho mai minacciato, ho solo fatto un appello ad accantonare qualsiasi idea o suggestione di scissioni�.

              Alla fine Caldarola spiega che dal Cn si � usciti come si � entrati: ognuno con le proprie posizioni. Smentendo che ci sia una trattativa per far ritornare all’ovile gli ex dalemiani. �La discussione di oggi – precisa Caldarola – rafforza l’esigenza di presentare una nostra mozione al congresso che far� perno sull’alleanza dell’Ulivo: ci batteremo contro lo scioglimento dei Ds e si proporr� un asse federativo con la Margherita�.