“Congresso DS” Piero con D´Alema e Veltroni

14/12/2006
    gioved� 14 dicembre 2006

    Pagina 7 – Interni

      IL RETROSCENA

      Rinsaldato l�asse con gli altri due big. Il sindaco di Roma: ci sto, ma questo dibattito non mi piace

        Piero con D�Alema e Veltroni
        "Col 70% scissione impossibile"

          Goffredo De Marchis

            ROMA – �So bene che alcuni dirigenti della sinistra, non tutti, hanno gi� messo nel conto la scissione. Ma nella base non c�� l�humus per uno strappo. Non c�� spazio. Perch� non esiste una vera proposta alternativa al Partito democratico�. Alla fine del consiglio nazionale dei Ds Piero Fassino si ferma a parlare con i dirigenti sotto il palco dell�ex cinema Capranica. Commenta il risultato di dieci ore di lavoro, ferma i "demo-scettici" e li catechizza, annuncia l�operazione-recupero della terza mozione, quella di Gavino Angius. � convinto che il suo documento raccoglier� circa �il 70 per cento degli iscritti. Un numero che ci consentir� di andare avanti tranquilli verso il progetto�. La soglia minima dichiarata � il 63 per cento del congresso di Pesaro, dove si consum� lo scontro con Sergio Cofferati e il candidato Giovanni Berlinguer. Ma ovviamente si punta pi� in alto, per togliere ossigeno al correntone, alle altre correnti e sterilizzare le ipotesi di un�esplosione della Quercia.

            Dopo l�incontro di Palazzo Chigi marted� e il discorso di ieri, il segretario considera Massimo D�Alema recuperato, un compagno di viaggio affidabile. E anche la presenza di Walter Veltroni ieri mattina, durante la relazione d�apertura, viene interpretata come il segnale di un�adesione piena del sindaco di Roma alla causa del Partito democratico in salsa fassiniana. Con i pezzi da novanta diessini al suo fianco, Fassino pu� inquadrare il bersaglio del 70 per cento (e oltre) che gli darebbe ampi margini di manovra per arrivare al traguardo. Si ricompone dunque il pacchetto di mischia diessino, il trio che guida il partito ormai da lungo tempo. Certo, la strada � ancora lunga. E dietro l�ufficialit� non mancano i distinguo.

            Veltroni ha ascoltato l�intervento del segretario, poi all�una e mezza, sorridente, ha lasciato il consiglio nazionale. Sta con Fassino, ma ad alcuni amici, nella sala del Capranica, ha manifestato tutto il suo disagio: �Non mi piace questo dibattito, non mi piace com�� stata impostata tutta la vicenda della collocazione internazionale�. La sua posizione non muta: pensa a un Partito democratico diverso, innestato su una grande riforma elettorale. I suoi dubbi si manifestano in una distanza sempre maggiore dal partito di cui � stato segretario. Il ruolo politico di Veltroni cammina su altri sentieri. Come la lectio magistralis sulla politica tenuta marted� sera nel Auditorium di Roma gremito. In queste ore il Campidoglio sta valutando la possibilit� di ripetere l�esperimento anche in altre citt�. Molti comuni, del resto, accoglierebbero a braccia aperte il format (oltre a Veltroni, hanno parlato in quella sede il matematico Piergiorgio Odifreddi sulla logica e Franco Cordero sulla giustizia). Sarebbe qualcosa di pi� di un tour "accademico", sarebbe una scesa in campo in piena regola. E a breve la casa editrice Sossella metter� in commercio il dvd delle lezioni romane.

            D�Alema sta con Fassino, pensa che ci siano �i margini per una ricomposizione� dentro i Ds. Ma ammette che �� difficile, anche se noi siamo abituati alle cose difficili�. Insomma, una scissione non si pu� escludere mentre il suo obiettivo resta portare tutti dentro il nuovo soggetto. I suoi fedelissimi hanno preso contatto con i dissidenti per fargli sapere �facciamo il congresso, poi ci penser� Massimo a sistemare tutto�. �Non ci corre dietro nessuno, il processo pu� avere sviluppi positivi imprevisti�, � l�augurio del ministro degli Esteri. Fulvia Bandoli, del correntone, pensa esattamente il contrario. Cio�, che in questi mesi �sia ancora possibile mettere in crisi il percorso del Partito democratico�. E far saltare il banco. Il come lo spiega Marco Fumagalli: �Ci sono delle scadenze decisive: a gennaio arriva il disegno di legge della Pollastrini sulle coppie di fatto. Che far� la Margherita? Io prevedo uno scontro durissimo, quello che ha detto D�Alema qui � molto chiaro. In pi�, noi guardiamo al malcontento degli ulivisti di Dl. Anche da quella parte il progetto pu� fallire�. Ecco perch� la minoranza rifiuta la parola scissione e �se qualcuno fa la campagna stalinista sui presunti traditori – avverte Fabio Mussi – lascio subito il congresso�.

            Il correntone user� l�arma dell�identit�. La Bandoli fa notare dal palco che �quello di aprile sar� l�ultimo congresso dei Ds, che lo scioglimento � solo rimandato. E qualcuno dovrebbe prendersi la responsabilit� di dirlo agli iscritti�. Dice ancora: �Se il Pd va avanti, in gran parte avremo degli strappi individuali. La scissione � un falso problema: chi si scinde tra me e Fassino, se facciamo due cose nuove?�.