Congresso CGIL: Epifani verso una vittoria netta

23/02/2010

Chiuse le assemblee di base, si profila una netta vittoria di Guglielmo Epifani al congresso Cgil. La sua mozione prevale a livello nazionale, e questo era scontato, ma sembra prevalere anche tra i bancari e nella Funzione pubblica i cui leader, Mimmo Moccia e Carlo Podda, sono tra i promotori della mozione alternativa. Dei bancari più o meno si sapeva, mentre l’esito del pubblico impiego era molto meno atteso. Si tratta di indiscrezioni, i dati ufficiali si avranno tra un giorno o due perché è in corso lo spoglio delle ultime schede e, soprattutto, la Commissione di garanzia deve completare la certificazione dei voti. Un «timbro» che, verosimilmente, verrà messo solo dai sostenitori della mozione di maggioranza, quelli del «La Cgil che vogliamo» continuano infatti a contestare l’esito di alcune assemblee e ieri hanno fatto sapere di essere pronti a non riconosce i dati «complessivi» del congresso in quanto «non credibili ».
Epifani Avanza Il gesto, se confermato, sarebbe clamoroso oltre che inedito. Ma la notizia diffusa con un comunicato fa appena in tempo ad attecchire che subito viene oscurata dai dati che cominciano a circolare sebbene del tutto ufficiosamente. La mozione 1, primo firmatario Epifani, avrebbe vinto il congresso con una percentuale che si aggira intorno all’ 83%.DaCorso d’Italia fanno notare che il consenso è stato più ampio della partenza, quando Epifani poteva contare sull’80%. Desta invece più sorpresa il voto nella Funzione Pubblica dove la prima mozione raggiungerebbe la maggioranza con il 55%dei consensi, mentre la seconda appoggiata da Podda si fermerebbe al 45%. Il condizionale è d’obbligo. «Ci sono 20mila voti contestati solo nella nostra categoria», replica la minoranza in Fp, «inoltre ci sono ancora migliaia di schede da scrutinare». Si aspettano i dati finali e ufficiali. Mala maggioranza insiste: «Quando erano scrutinate 182 mila schede, la prima mozione aveva il 55,95%, anche se tutte le schede contestate andassero alla minoranza, il risultato con cambierebbe». Anche i dati della Fiom non combaciano. Tra i metalmeccanici è prevalso il consenso alla seconda mozione che ha tra i firmatari il leader Gianni Rinaldini.
LA FIOM CON RINALDINI Qui nessuna sorpresa, la categoria è piuttosto abituata a essere minoranza. Da Corso d’Italia fanno però notare l’avanzamento che ci sarebbe stato tra i metalmeccanici riformisti che avrebbero tolto a Rinaldini almeno 2 punti percentuali, portandolo al 70% contro il 72% di cui può disporre nel comitato centrale. «Non so dove abbiano preso quei dati, ne abbiamo altri », è la replica. La posizione di Rinaldini non solo non uscirebbe indebolita, ma rafforzata rispetto alla situazione attuale, quindi oltre quel 72%. Il leader delle tute blu dunque non solo non si sente sconfitto ma già da oggi è pronto a rilanciare illustrando alla stampa una serie di proposte «a garanzia della della democrazia ». A cominciare dalla necessità di presentare tutte le mozioni in ogni assemblea «cosa che in questo congresso non è stata garantita». Rinaldini con Podda e Moccia contestano una serie di irregolarità: la conferenza stampa annunciata per ieri e poi annullata, è solo rinviata. Una cosa però affiora: se confermato, il dato della prima mozione e la sua ripartizione incrina l’asse tra le due principali categorie dei lavoratori attivi, cioè pubblico impiego e metalmeccanici. Se in entrambe avesse vinto «la Cgil che vogliamo», e ancor di più se avesse vinto anche tra i bancari, non sarebbe bastata un’affermazione di Epifani a livello nazionale per evitare un cambiamento nei rapporti di forza interni alla Cgil. Con due o tre categorie in opposizione, la vita della maggioranza sarebbe stata molto condizionata. A questo punto gli occhi sono puntati su Epifani per vedere se il congresso troverà la «sintesi » politica che la minoranza ha sempre auspicato. O se invece, anche in considerazione dello scontro durissimo, in Cgil ci saranno vincitori e vinti