Congressi, l’Italia arretra nella classifica mondiale

25/11/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
279, pag. 15 del 25/11/2003

La Spagna le soffia la quarta posizione in Europa e la quinta nel mondo.
Congressi, l’Italia arretra nella classifica mondiale

Il Belpaese perde posizioni nella classifica mondiale e parecchie centinaia di milioni di giro d’affari, dovuti alla mancata organizzazione di eventi e meeting internazionali. Infatti, per la prima volta la Spagna ha superato l’Italia, nel 2002, nel numero di congressi internazionali ospitati. È quanto risulta dai dati Uai (Union des association internationales), resi noti ieri nel corso della presentazione della Borsa del turismo congressuale, che si terrà a Firenze dal 2 al 4 dicembre. In particolare la Spagna, con 392 congressi organizzati (+13,2% sull’anno precedente), ha soffiato all’Italia (371 congressi, -10,3%), la quarta posizione in Europa e la quinta nel mondo. A livello internazionale, dove si è registrato un calo medio dell’1,4%, le prime quattro posizioni continuano a essere occupate da Usa (1.145 congressi), Francia (565), Gran Bretagna (505) e Germania (481). Nel mondo, nel 2002, sono stati complessivamente 9.124 i congressi internazionali. Il calo dell’1,4% rispetto al 2001 è dovuto in particolare alla situazione di crisi economica in Europa, America e nella zona Australia-Pacifico.

Per quanto riguarda le città italiane, al primo posto svetta Roma con 76 congressi (-6,17%) e la 18» posizione a livello mondiale (era 15»). Segue Firenze con 33 (+3%) e la 52» posizione a livello mondiale (era 50»). Infine Milano con 18 congressi internazionali (-18,18%).

Nel complesso, il numero dei congressi internazionali in Italia è sceso di oltre il 10% (-10,38%, per l’esattezza). Nel 2001 furono 414, mentre lo scorso anno sono stati 371. Da questo ranking escono Sorrento e Verona, mentre entrano per la prima volta Padova e Pisa, rispettivamente con 12 e cinque meeting. Ottimo risultato per Genova, con un +68,5%, passando da cinque a 15 incontri. Segno positivo anche per Firenze (+3%) da 32 a 33: la crescita del capoluogo toscano non è stata sufficiente però a sostenerla in classifica: è passata dalla 50» alla 52» posizione. La crisi internazionale non giustifica comunque il grave passo indietro di un settore che, in Italia, potrebbe essere il volano per il rilancio turistico nazionale e che invece, puntualmente, viene dimenticato al momento di decidere i provvedimenti inseriti nella legge finanziaria. Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e di Federalberghi, ormai ha perso il conto delle volte che ha rivolto alle istituzioni la stessa, pressante richiesta di urgenti interventi di sostegno al settore. ´Il governo non può far finta di non sapere che altri paesi europei hanno già incentivato il comparto congressuale, abbassando sensibilmente le aliquote dell’Iva e gli elevati costi degli oneri sociali del personale. Purtroppo’, ammette Bocca, ´stiamo perdendo non soltanto la partita della competitività, ma anche centinaia di posti di lavoro’.