Congressi, l’Italia arranca

01/02/2001

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Giovedì 1 Febbraio 2001
italia-turismo
—pag—17



Convegni & incentive
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Gli operatori: troppo disinteresse per un settore da 12mila mld.
Congressi, l’Italia arranca.
Stranieri quasi assenti.
Oggi l’Enit potrebbe varare i primi finanziamenti alla promozione

(NOSTRO SERVIZIO)

TORINO Per la prima volta l’industria italiana dei congressi e degli incentive si rivolge direttamente alle istituzioni pubbliche per rivendicare il proprio ruolo all’interno del turismo in senso lato. E per la prima volta il settore sembra trovare ascolto, ricevendo promesse di finanziamento per la promozione sui mercati esteri. Consensi e assicurazioni in questo senso sono arrivati tanto dal Dipartimento del turismo del ministero dell’Industria quanto dall’Enit. Presto si saprà se le promesse si concretizzeranno in fatti.

Le assicurazioni sono state date a Torino, in occasione della presentazione del «Patto per l’Italia dei congressi», promosso dal Torino Convention Bureau (struttura organizzativa e promozionale sconosciuta a buona parte delle città italiane, che d’altronde spesso e volentieri non hanno neanche un centro congressi) e sponsorizzato dalla Regione Piemonte. Al centro dell’iniziativa, il documento presentato da tutte e sette le associazioni del settore congressuale e incentive — organizzatori, agenzie, professionisti, servizi e destinazioni — che rappresentano oltre 500 soci.

Insieme per la prima volta, sotto la guida di Gabriella Ghigi, direttore di Torino Convention Bureau, le associazioni hanno sottoscritto all’unanimità un documento in cui sono illustrate le azioni da intraprendere per promuovere sui mercati esteri l’Italia come destinazione congressuale. Le priorità evidenziate sono una campagna pubblicitaria sulla stampa straniera di settore, un catalogo dell’offerta italiana anche su Internet e la partecipazione "omogenea" (cioè soltanto con operatori di settore) alle fiere specializzate all’interno di uno spazio Italia.

Obiettivo, aumentare la percentuale di congressi stranieri sul territorio italiano, che nel 2000 rappresentavano solo il 6% del mercato, quota che in molti altri Paesi europei arriva a toccare il 30%. Una grande occasione perduta, anche alla luce del fatto che il settore è uno dei filoni trainanti del turismo, e che i congressi internazionali (si veda anche l’articolo in basso) si caratterizzano per maggior numero di partecipanti, maggior durata e maggior spesa per congressista.

In chiusura al documento, ecco giungere dalle associazioni una precisa richiesta alle istituzioni: l’impegno finanziario per la realizzazione di questo piano di promozione integrato. L’impegno annuo necessario è stato stimato intorno al miliardo di lire, per un mercato che produce un fatturato annuo di oltre 12mila miliardi di lire. E che arriva fino a 30mila miliardi di lire se ai congressi si aggiungono i viaggi d’affari e l’incentive.

Il documento è stato consegnato al presidente dell’Enit, Amedeo Ottaviani, a Stefano Landi, direttore generale del Dipartimento del turismo del ministero dell’Industria, e all’assessore al Turismo della Regione Piemonte, Ettore Racchelli, in rappresentanza di tutti gli assessorati regionali al Turismo.

«Tra i segmenti di mercato consideriamo fondamentale quello congressuale — ha assicurato il presidente dell’Enit, Amedeo Ottaviani — tanto che nel 2001 intendiamo realizzare con le Regioni un apposito progetto promozionale». Ottaviani ha poi confermato di voler portare nella riunione del consiglio di amministrazione che si tiene proprio oggi, 1° febbraio, la proposta di finanziare il programma di promozione del «Patto per l’Italia dei congressi» con l’investimento di un miliardo di lire.

Un’operazione che consentirebbe, secondo il progetto già preparato dall’ente, di finanziare conferenze stampa, partecipazioni a fiere di settore, nonché la stampa di una "guida dei congressi" da tirare in un milione di esemplari. Il tutto sui mercati di lingua tedesca, Francia e Stati Uniti.

Landi, dal canto suo, ha apprezzato il fatto che sia arrivato dai privati lo stimolo alle istituzioni per investire in un progetto concreto. E ha ugualmente fatto un’offerta finanziaria: il Dipartimento, che ha a disposizione per quest’anno 842 milioni di lire, potrebbe assegnarne 200 alle associazioni congressuali a fronte di un progetto dettagliato.

—firma—Rossella Giovannini