Congressi Cgil, stravince Epifani ma la minoranza contesta

23/02/2010

Guglielmo Epifani stravince nei congressi di base della Cgil, ma nella confederazione di Corso d´Italia si consuma una rottura senza precedenti con la minoranza che parla di «dati gonfiati» e annuncia che, per ora, non intende certificare i risultati. Le avvisaglie di una conclusione contrastata c´erano state negli ultimi giorni con il susseguirsi di una serie di contestazioni.
La mozione di Epifani – stando ai primi dati ufficiosi – ha strappato quasi l´84 per cento dei consensi, staccando nettamente "La Cgil che vogliamo", documento promosso da un´alleanza inedita per la storia della Cgil: insieme ai metalmeccanici della Fiom, i bancari e anche gli statali. Proprio nella Funzione pubblica si è registrato il risultato più significativo dal punto di vista politico con la sconfitta dell´attuale segretario generale di categoria Carlo Podda, uno degli esponenti di spicco della minoranza. Tra i dipendenti pubblici cigiellini Epifani ha preso circa il 55% dei voti.
La minoranza prevale nella Fiom con più del 70%, ma gli "epifaniani" crescono rispetto al congresso precedente quando non andarono oltre il 18 per cento. Tra i bancari (il segretario generale Mimmo Moccia è il portavoce della minoranza) la mozione di Epifani ha ottenuto circa il 65 per cento. La "mozione 1" vince con maggioranze bulgare (tra l´85 e anche oltre il 90%) nelle altre categorie: edili, commercio, pensionati, alimentaristi, tessili, chimici e lavoratori atipici. E proprio l´elevata partecipazione in alcune di queste ultime categorie, in particolare nelle regioni del Sud, ha più che insospettito la minoranza.