Congiuntura. Prezzi, la mina del sottocosto

02/11/2001

Il Sole 24 ORE.com


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    Congiuntura – Tassinari (Coop Italia): dalle nuove regole tensioni rischiose su listini e forniture

    Prezzi, la mina del sottocosto
    Molti prodotti sono già rincarati fino al 10% – Tagliati gli approvvigionamenti di prodotti natalizi
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – Dopo l’entrata in vigore, la scorsa settimana, del decreto che vieta le vendite sottocosto è scattato l’allarme sull’inflazione e su una possibile caduta dei consumi natalizi. Intanto si registrano tagli alle commesse di prodotti di largo consumo per l’ultima parte dell’anno. «Dal 25 ottobre è partita una raffica di rincari su un paniere di circa 400 prodotti strategici per il sostegno ai consumi delle famiglie – spiega Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia -. Abbiamo dovuto riallineare i prezzi per evitare di incorrere nell’accusa di sottocosto. E gli aumenti sono stati in media nell’ordine dell’8/10% ma gli effetti deflagranti si vedranno più avanti, quando la pressione delle nuove regole sui prezzi si manifesterà appieno, vista anche la raffica di richieste di aumenti avanzata nei mesi scorsi e che si manifesterà in seguito». Il presidente di Coop Italia ribadisce che la dinamica inflattiva del settore del largo consumo (grocery), già oggi ai livelli più altri tra i vari comparti (si veda l’articolo in basso) è destinata ad accelerare: molto probabile che si tocchi anche un punto percentuale di incremento del tasso tendenziale. Martedì sera, nel corso di un primo incontro di verifica in sede Indicod, i rappresentanti di una quarantina di grandi aziende e catene distributive hanno riaffermato l’intenzione di contribuire a difendere l’applicazione della moratoria di cinque mesi (novembre 2001-marzo 2002) su prezzi e listini in vista dell’euro. «Ma in queste condizioni è del tutto fuorviante che si faccia una difesa di principio – aggiunge Tassinari – i consumatori cominciano a essere disorientati e ci sono già le prime avvisaglie. Il periodo natalizio, da affrontare in una condizione di sfiducia strisciante e senza la leva di promozioni efficaci sui prezzi rischia di essere una débacle e poi dovremo pure affrontare l’entrata in vigore dell’euro a gennaio. L’aver deciso di non concedere la proroga richiesta praticamente dall’intera filiera grocery è stata per il Governo una scelta sbagliata, che danneggia consumatori e imprese. Le famiglie pagheranno molto di più e le imprese non hanno strumenti per sollecitare i consumi in un momento difficile». A Coop Italia fanno notare che l’impiego della leva della vendita sottocosto ha interessato finora settori importanti per la spesa delle famiglie: dalle conserve ai prodotti da ricorrenza, da liquori e bevande ai detergenti (casa e persona), dai giocattoli ai prodotti per la scuola e all’informatica. «Purtroppo di fronte a questa situazione – sottolinea Tassinari – abbiamo dovuto rivedere le strategie e iniziare a ridurre in misura considerevole gli ordini per le prossime settimane. In previsione di un Natale e di un inizio anno ancora più difficile, e con il fatto di non poter utilizzare i misura adeguata le promozioni di prezzo, stiamo riducendo gli ordini anche del 30 o del 40% a seconda dei settori per evitare di trovarci di fronte a una situazione di pianificazione inadeguata. Siamo fortemente impegnati sul fronte del mantenimento della convenienza per i soci e i consumatori, quindi non possiamo permetterci di sbagliare. E anche tra le principali industrie di produzione di beni di largo consumo dilaga un pesante disorientamento in questa fase». Un ulteriore momento di verifica è previsto per martedì prossimo nell’ambito di Ecr Italia, il laboratorio industria-distribuzione per il miglioramento delle sinergie di filiera. «Di fronte a questa situazione di disorientamento tra i consumatori e le imprese – conclude Tassinari – è opportuno che le catene commerciali e l’industria si ritrovino sulla stessa lunghezza d’onda per evitare che il consuntivo finale sia disastroso. Pertanto sarebbe opportuno che venisse costituito un tavolo comune con uno spirito collaborativo per affrontare una fase così delicata senza facile ottimismo e senza minimizzare i rischi che consumatori e imprese hanno davanti».
    Giovedí 01 Novembre 2001
 
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