“Congiuntura” Istat, più lavoro nel 2005 ma con il part time

22/03/2006
    mercoled� 22 marzo 2006

    Pagina 19 -Economia e Finanza

    CONGIUNTURA – NEL QUARTO TRIMESTRE 56 MILA NUOVI OCCUPATI. PER L’ISTITUTO DI STATISTICA SI TRATTA IN GRAN PARTE DI IMPIEGHI EMERSI DAL NERO E DI CONTRATTI A TEMPO

      Istat, pi� lavoro nel 2005 ma con il part time

        Stefano Lepri

          ROMA
          Passaggio di immigrati da lavoro nero a lavoro legale, impieghi part-time: cos� si spiega, dicono all’Istat, la differenza tra i dati sulle forze di lavoro diffusi ieri, 56.000 occupati in pi� nel quarto trimestre 2005 su base annua (+0,2%), e i dati di contabilit� nazionale di venti giorni fa, 102.000 �unit� di lavoro� in meno nel 2005 (-0,4%). A dire il vero, diversi economisti si aspettavano un minor divario tra i due conteggi; ma la fonte � la stessa, l’Istituto centrale di statistica.

            Nelle �unit� di lavoro�, derivanti da conteggi economici, � compresa una stima del lavoro nero; mentre la rilevazione delle forze di lavoro resa nota ieri � una indagine per campione, rispondendo alla quale verosimilmente chi � impiegato in nero nega di esserlo. Per questo l’Istat avverte che il +0,2% degli occupati �risente ancora, seppure in misura inferiore rispetto al recente passato, degli effetti della regolarizzazione dei cittadini stranieri�. Pi� 0,2% risulta anche dal confronto destagionalizzato del quarto trimestre 2005 con il terzo. Ma calano gli occupati a tempo pieno (-17.000) e crescono quelli a tempo parziale (+72.000).

              La disoccupazione diminuisce nel confronto annuale, 8,0% rispetto all’8,2% del quarto trimestre 2004, aumenta leggermente nel calcolo destagionalizzato, 7,7% rispetto al 7,6% del trimestre precedente, il terzo del 2005. In questo quadro piuttosto complesso, altri indicatori non sono positivi. L’indagine Istat conta come disoccupati coloro che un impiego rispondono di cercarlo, e gli altri come inattivi; nel quarto trimestre 2005 �il numero di inattivi in et� compresa tra 15 e 64 anni � aumentato dello 0,9% (+125.000 unit�)� praticamente tutti concentrati nel Sud.

                L’interpretazione corrente degli economisti � che si tratta di persone che non cercano, o non cercano pi�, un lavoro perch� hanno perso la speranza di trovarlo. Anche nella media del 2005 gli inattivi tra le persone in et� di lavoro risultano pi� numerosi, +1,1%, ovvero 158.000 in pi�, con �significativi aumenti�, afferma l’Istat, oltre che per le donne nel Sud (+97.000) anche per gli uomini nel Centro (+23.000). Nel Nord gli inattivi sono stazionari mentre crescono coloro che si dichiarano disoccupati, dal 4,5% della media 2004 al 4,7% della media 2005.

                  Insomma il numero di occupati in crescita, 22.685.000 nel quarto trimestre 2005 rispetto ai 22.629.000 del quarto trimestre 2004, va anche raffrontato al numero totale delle persone in et� di lavorare, che � cresciuto proporzionalmente di pi�. Cosicch�, si legge nel comunicato Istat, �il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni � diminuito di un decimo di punto rispetto al quarto trimestre 2004, portandosi al 57,8%�. Riassumendo, le cifre di ieri mostrano pi� persone in assoluto con un lavoro legale, ma meno occupati in proporzione a tutti quelli che potrebbero esserlo; e anche meno posti a orario pieno, meno donne al lavoro.

                    Ovvio che dati cos� complessi in campagna elettorale siano materia di interpretazioni politiche agli antipodi. Fuori dalla mischia l’Isae, istituto pubblico di studi economici, commenta che il �recupero congiunturale dell’occupazione (+0,2%), dopo la riduzione del terzo trimestre (-0,2%)� risente ancora dellle regolarizzazioni di immigrati, come testimonia �l’anomalo andamento degli occupati di sesso maschile�, perch� gli immigrati sono in prevalenza uomini. La particolarit� dei dati di ieri � appunto che il +0,2% totale � dato dalla combinazione di un -0,2% per le donne e di un +0,4% per gli uomini.