“Congiuntura.1″ C’è chi vede la ripresa…

28/07/2005
    giovedì 28 luglio 2005

    COMMENTI E INCHIESTE – pagina 10

    Congiuntura / 1

    C’è chi vede la ripresa…

      Si fanno insistenti i messaggeri della ripresa. Da qualche settimana gli indicatori della fiducia sono in risalita, fatto che non accadeva da trimestri, non solo in Italia ma anche in Germania. Quest’ultimo è un elemento chiave per noi, dal momento che dovrebbe dare un po’ di ossigeno alla ripresa delle esportazioni verso quel Paese, da sempre uno dei nostri principali mercati. Che, nel 1996 presentava un surplus commerciale di quattro miliardi di euro, mentre oggi il passivo corre oltre i 12 miliardi.

      A livello macroeconomico aiutano anche i livelli di cambio, sia sul versante di un’euro più debole, sia per la ( leggera) rivalutazione dello yuan. Anche le aspettative sull’andamento dei prezzi delle materie prime sono positive.

      Non bisogna però farsi illusioni. Anche se analisti del calibro di Prometeia si veda « Il Sole 24 Ore » di martedì 26 luglio) indicano nei trasporti, nei farmaci e nella meccanica strumentale i settori che traineranno la ripresa 2006, le aziende continuano la navigazione a vista. L’industria non riesce a dimenticare il primo semestre dell’anno, che ha costretto le imprese a tirare la cinghia.

      Ma, al di là degli aspetti congiunturali, una cosa è certa. La ripresa non risulterà uguale per tutti. Nel senso che questa volta non saranno tanto i singoli settori industriali a fare la parte del leone. Al contrario, lo sviluppo sarà molto selettivo.

      E il ritorno della crescita non passerà quindi per i diversi comparti, ma attraverso le strategie dei singoli imprenditori. Che possono essere vincenti o perdenti.

      Un esempio? Forse mai come in questi mesi le calzature made in Italy segnano il passo stritolate dalla concorrenza cinese. Eppure, proprio in questo settore, ci sono aziende che progrediscono con una crescita a due cifre. Lo stretto sentiero dello sviluppo passerà, infatti, attraverso la capacità delle imprese di cambiar pelle.

      Un percorso certamente non facile né indolore.