Congelate le tasse degli enti locali

26/09/2002

26 settembre 2002
 
 
Pagina 10 – Economia
 
 
ECONOMIA E POLITICA
TUTTE LE NOVITÀ DELLA MANOVRA
Congelate le tasse degli enti locali

Comuni e Regioni: ci strangolano. Al Tesoro le lire non convertite
          Tremonti blocca le addizionali Irpef. Tagli a scuola e sanità. Il Patto per l´Italia entra nella Finanziaria
          Manovra da 20 miliardi: 8 di minori spese, 8 dal condono, 4 da immobili e opere.Obiettivo-deficit salito all´1,5%
          Il governo incassa in anticipo il 65% del valore delle banconote non cambiate in euro

          ROBERTO PETRINI


          ROMA – Berlusconi e Tremonti impugnano la scure: 8 miliardi di euro di tagli tra scuola, sanità, ministeri e soprattutto Regioni e Comuni che subiranno una riduzione dei trasferimenti e non potranno più aumentare le addizionali Irpef che saranno congelate per un anno al livello attuale. «E´ un commissariamento finanziario», ha detto il presidente dell´Anci Leonardo Domenici. «Saremo costretti a tagliare i servizi sociali», ha osservato Vasco Errani, presidente dell´Emilia Romagna. Scontenti anche i governatori del centrodestra da Formigoni (Lombardia) che ha detto che si profila «una trattativa tosta» col governo a Ghigo (Piemonte) che ha parlato di «metodo non coerente».
          Tra polemiche interne alla maggioranza, boccate d´ossigeno giunte da Bruxelles, misure dell´ultimo momento come l´utilizzo anticipato del 65 per cento delle lire non convertite nel change-over, pari a 2,5 miliardi di euro, per rimpinguare i conti dello Stato, la manovra 2003 ha mollato gli ormeggi. Ieri Berlusconi e Tremonti l´hanno presentata ai sindacati e agli enti locali. « Una pena al giorno ma tutto andrà bene», ha rassicurato il presidente del Consiglio, ha aggiunto che con la Finanziaria il governo ha fatto «scelte non facili» e ha battezzato la manovra come quella del «buon padre di famiglia». Il premier ha anche sottolineato che saranno rispettati il patto di Maastricht e quello per l´Italia.
          Le cifre beneficiano delle ultime decisioni europee: la manovra sarà di 20 miliardi (meno dei 22 di cui fino ad oggi si è parlato), l´obiettivo di riduzione del disavanzo che fino ad oggi era fissato allo 0,8 per cento salirà – come ha annunciato ieri Tremonti – all´1,4-1,5 per cento, la crescita del prodotto interno lordo scenderà dal 2,3 per cento al 2,2.
          Dove si troveranno i venti miliardi di euro, cioè 40 mila miliardi di lire? Il ministro dell´Economia ha confermato che 8 miliardi verranno da tagli alla spesa, si inciderà su scuola (riduzione delle classi e del 20% dei bidelli), sanità (riduzione posti letto e monitoraggio ricette), ministeri (riduzione del 10 per cento dell´acquisto di beni e servizi), dipendenti pubblici (blocco delle assunzioni nel 2003) e enti locali. In questo quadro il menù riservato a Comuni e Regioni è pesante: congelamento delle addizionali, taglio dei trasferimenti, blocco delle assunzioni e degli acquisti di beni e servizi, miglioramento del saldo del 3,1 per cento rispetto al 2001. Nel clima di tagli saltano anche gli sconti del 36 per cento per la ristrutturazione dei condomini: non saranno rinnovati per il 2003.

          Il resto della manovra, più della metà, è affidato ad operazioni una tantum, valide per il solo 2003: il condono fiscale darà 8 miliardi e altri 4 miliardi verranno da operazioni di vendita o trasformazione in obbligazioni del patrimonio pubblico e dalla «scomputo» degli investimenti in opere pubbliche dal calcolo del deficit.
          Parte delle risorse così raccolte, cioè 5,5 miliardi di euro, andranno ad onorare il Patto per l´Italia che prevede il primo modulo del pacchetto fiscale: sarà ridotta l´Irpef con un intervento sulle aliquote. La prima, fino a 15 mila euro, sarà del 23 per cento; dai 15 mila ai 28 mila euro si pagherà il 28-30 per cento; le aliquote superiori rimarranno invariate. La zona esentasse sarà di 7-8.000 euro. La progressività sarà garantita da un nuovo sistema di deduzioni.
          Nella Finanziaria ci saranno anche le risorse per i contratti del pubblico impiego (circa 700 milioni di euro) e per l´aumento dell´indennità di disoccupazione (circa 700 milioni di euro). Nessun intervento invece sulle pensioni: neanche quello di spostare dalla delega alla Finanziaria l´abolizione del divieto di cumulo e una nuova tranche dell´aumento delle pensioni minime.