Congelata l’intesa Gdo-Confcommercio

04/11/2005
    giovedì 3 novembre 2005

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 14

    Il caso di Via Lima 51 - I nove saggi vogliono finire prima del 16 novembre l’inchiesta sui fondi extra bilancio

      Congelata l’intesa Gdo-Confcommercio

        L’assemblea di Federdistribuzione per una maggiore trasparenza

          Vincenzo Chierchia

            MILANO – I nove saggi sono al lavoro e attendono che l’amministratore di Confcommercio, Aldo Poli, illustri al più presto la gestione del «fondo del presidente» e di tutti i particolari sul compromesso per l’acquisto dell’immobile di Via Lima 51 a Roma: 39 milioni dati dal presidente Sergio Billè al preliminare con l’immobiliarista Stefano Ricucci, su un valore di 60 dell’intera compravendita. Operazioni emerse nel corso delle indagini dei giudici di Milano sulla scalata Ricucci alla Rcs e al concerto con la Bpi di Giampiero Fiorani per il controllo di Antonveneta.

              Intanto Poli, presidente dell’Ascom di Pavia, getta acqua sul fuoco e in una dichiarazione al quotidiano «La Provincia pavese» ha definito, a chiare lettere, le ultime vicende di Confcommercio come «una colossale montatura».

              I saggi vogliono finire rapidamente il loro lavoro, sicuramente prima del Consiglio confederale del 16 novembre nel quale verranno esaminate le conclusioni degli accertamenti e si approverà il bilancio preventivo per il 2005 (le stime ufficiali non dovrebbero discostarsi troppo da quelle del 2004) che sarà sottoposto all’assemblea del 5 dicembre.

              Tra le associazioni territoriali c’è fibrillazione. Dopo Milano e la Lombardia anche l’associazione dei commercianti dell’Emilia Romagna ha predisposto un documento in cui di prendono le distanze sull’operazione Via Lima 51.

              È poi slittata a tutto dicembre almeno la stipula dell’accordo quadro federativo tra la Federdistribuzione, l’organizzazione delle grandi catene di vendita che sviluppano nel complesso un fatturato intorno agli 80 miliardi di euro, e la Confcommercio; la firma dell’intesa – lo slittamento è stato deciso di comune accordo tra la federdistribuzione e la Confederazione dei commercianti – era inizialmente previsto per la fine di ottobre.

              Ci sarà più tempo per valutare l’operazione di trasparenza di Confcommercio – si commenta tra gli associati a Federdistribuzione – che non hanno mancato di esprimere perplessità e riserve nel corso dell’assemblea del 28 ottobre. Il nuovo patto federativo dovrebbe dare maggiori poteri e una rappresentanza più incisiva sul territorio alle catene della grande distribuzione, che annoverano oggi numerosi colossi stranieri (da Carrefour a Auchan, da metro a Rewe) su quanto avviene in Italia e sui risvolti internazionali.

              Infine, oggi Billè incontrerà il vertice della Fit, l’organizzazione dei tabaccai che da sempre ha un gran peso in Confcommercio. L’incontro si annuncia delicato, c’è da ricucire una vecchia frattura visto che Fit e Confcommercio si sono ritrovate concorrenti nella privatizzazione dei Monopoli di Stato. E alla fine la spuntò Confcommercio.

              La Fit, guidata dal presidente Giovanni Risso, ha dal canto suo importanti partecipazioni e alleanze a servizio dei circa 50mila tabaccai italiani – dai trasporti alle assicurazioni e alla telefonia – ed è partner stabile di Lottomatica. Dopo la recente e improvvisa scomparsa del direttore Sergio Baronci (che si era più volte scontrato proprio con Billè) si profila una riorganizzazione del network dei servizi per i tabaccai.