Congedo per la malattia del figlio

Il congedo per la malattia del figlio, s’intende l’astensione facoltativa dal lavoro della lavoratrice o del lavoratore in dipendenza della malattia stessa.

Entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro per i periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a tre anni. Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite individuale di cinque giorni lavorativi all’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni, compreso il giorno del compimento dell’ottavo anno di età (art. 47, T.U.; ML interpello n. 33/2008).

La malattia del bambino che dia luogo a ricovero ospedaliero interrompe, su richiesta del genitore, il decorso del periodo di ferie in godimento da parte del genitore.

Il congedo spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto e ai congedi in parola non si applicano le disposizioni sul controllo della malattia del lavoratore.

Documentazione

Per fruire dei congedi per malattia, il genitore deve presentare il certificato di malattia rilasciato da un medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato (art. 47, c. 3, T.U.).

Inoltre, la lavoratrice ed il lavoratore devono presentare al datore di lavoro una dichiarazione, ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, attestante che l’altro genitore non sia in congedo negli stessi giorni e per lo stesso motivo.

Computo delle assenze per malattia

Le assenze per malattia del bambino non sono retribuite (salvo diversa previsione del CCNL) vengono computate nell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie, tredicesima mensilità o gratifica natalizia.

Relativamente alla mobilità e al divieto di godimento delle ferie si applica la stessa normativa prevista per il congedo di maternità.

Sanzioni

Il datore di lavoro che rifiuta, si oppone o ostacola l’esercizio dei diritti di assenza per malattia del figlio è punito, ex art. 52 T.U., con la sanzione amministrativa da € 516 a € 2.582.