Congedo di paternità

Per congedo di paternità si intende, ai sensi dell’art. 2, c. 1, lett. b) del T.U., l’astensione dal lavoro del lavoratore, fruito in alternativa al congedo di maternità.

L’art. 28 del T.U., riconosce il diritto al padre lavoratore di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di:

- morte o di grave infermità della madre;

- abbandono o affidamento esclusivo del bambino al padre (v. anche sentenza della Corte Costituzionale n. 1/1987; INPS n. 109/2000).

Il padre lavoratore che intenda avvalersi di tale diritto deve presentare al datore di lavoro la certificazione relativa alle condizioni di cui sopra. In caso di abbandono, il padre lavoratore rende una dichiarazione ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000.

Per quanto riguarda il trattamento normativo si applicano al padre lavoratore le stesse disposizioni del congedo di maternità.