Confturismo, è il momento dei progetti di contenuto

23/06/2004


       
       
       
       
      ItaliaOggi Turismo
      Numero 149, pag. 13 del 23/6/2004
      Autore: di Fabio Donfrancesco
       
      Confturismo, è il momento dei progetti di contenuto
       
      Il neocoordinatore nazionale Stefano Landi anticipa le strategie future.
       
      Una serie di ´progetti di contenuto’ per un vero rilancio della filiera turistica nazionale. Stefano Landi, neocoordinatore delle diverse associazioni di categoria presenti in Confturismo/Confcommercio, ha ben chiare le prossime tappe del programma di potenziamento dell’azione della confederazione. ´Sono stato chiamato dal comitato direttivo di Confturismo per dare maggiore impulso all’attività dell’associazione, in modo da rispondere meglio alle nuove esigenze delle imprese turistiche e aumentare il riconoscimento culturale del settore’, spiega Landi a ItaliaOggi. ´Il primo passo è quello di trovare tematiche trasversali di filiera, alcuni temi che coinvolgano tutti i comparti. Una volta stabiliti e fissati in un documento programmatico, si apre il confronto con le forze politiche e il governo’. Le tematiche più urgenti sono in parte già note e definite. Ma Landi sottolinea un aspetto che da più lustri contraddistingue i provvedimenti presi dalle istituzioni per venire incontro alle richieste degli imprenditori. ´Esistono una serie di interventi legislativi che interessano anche ma non solo il mondo del turismo, come la legge 488 e i patti territoriali. Però, per ovvie ragioni, non rispondono completamente alle nostre aspettative. Prendiamo il sistema delle infrastrutture, con le leggi obiettivo. Anche in questo caso ci si dimentica delle imprese turistiche, e questo non è più ammissibile’.

      Le altre problematiche che il coordinatore nazionale metterà sotto i riflettori vanno dalle grandi destinazioni alla formazione manageriale, passando per l’immagine dell’Italia sui mercati esteri. ´Con l’introduzione dei sistemi turistici locali vanno ridefinite le politiche di sostegno e gli strumenti di gestione per le grandi località turistiche’, ammette Landi, ´aiutando le piccole e medie imprese a crescere e confrontarsi con il mercato globale. Un altro tema che ci sta a cuore è la qualificazione professionale. Se da un lato riscontriamo l’eccessivo numero di corsi universitari e master, dall’altro mancano dei veri manager. Non c’è bisogno ogni anno di 5 mila laureati in economia del turismo, bensì di 20 top manager in grado di gestire effettivamente un’azienda turistica. Non escludo che la stessa Confturismo presenterà iniziative ad hoc’.

      L’ultimo punto in agenda, ma non certo il meno importante per Landi, è quello riferito alla promozione dell’Italia all’estero. ´Non voglio entrare nella querelle dell’Enit riformato con o senza regioni, ma abbiamo estremo bisogno di un soggetto capace di veicolare al meglio l’immagine dell’Italia nel mondo e nei mercati turistici emergenti’. (riproduzione riservata)