“Confronto 1″ Salari e contratti, la Cgil dice no

15/07/2004





15 Luglio 2004

Ieri si è tenuto in Confindustria il primo incontro tra Montezemolo e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil
Salari e contratti, la Cgil dice no
«Prima i rinnovi». Epifani litiga con Pezzotta sui tempi del confronto e lascia il tavolo

Giampiero Rossi


MILANO Un bicchiere mezzo pieno, ma anche mezzo vuoto. E anche una nuova incrinatura dell’unità sindacale. Questo sembra il bilancio del primo confronto a tutto campo tra Luca Cordero di Montezemolo e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Esistono ampi spazi di convergenza, ma affiorano nitidi anche gli ostacoli alla concertazione, rientrata in scena con il cambio al vertice di Confindustria. C’è intesa di massima sulle grandi priorità dell’economia italiana e del suo sistema produttivo, ma non altrettanto per quanto riguarda il tentativo di Montezemolo di mettere subito in agenda anche una revisione sugli assetti contrattuali e sulla politica dei redditi. Tanto da indurre il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ad abbandonare il tavolo un’ora prima degli altri due segretari. La divisione non si consuma nel tavolo generale, ma in quello separato dei sindacati e riguarda i tempi del confronto sulla tematica salariale. Epifani non vuole date, perchè questo condizionerebbe le vertenze ancora aperte sui rinnovi contrattuali.

Una volta esaminato il documento preparato dal vice di Montezemolo, l’ex presidente di Federmeccanica Alberto Bombassei, il segretario della Cgil non ha potuto nascondere le proprie riserve: «C’è una parte del documento sulle politiche di sviluppo e sulla competitività sulla quale siamo disposti a lavorare – ha spiegato Epifani, quando poco prima delle 21 ha lasciato la sala in cui si teneva l’incontro – i capitoli sul Mezzogiorno, sulle infrastrutture, sulla politica industriale, se si potesse aprire un confronto vero, ci possono trovare disponibili, perché sono le cose che abbiamo sostenuto anche noi. Ma siccome c’è una logica – ha aggiunto poi – in base alla quale, ancora una volta, sulla politica salariale, sulla politica contrattuale si fanno scelte che noi non condividiamo, ci è parso un atto di onestà dirlo a Confindustria e anche a Cisl e Uil. Se il documento resta questo non si può andare avanti.»


Nelle intenzioni di Confindustria la discussione sui modelli contrattuali dovrebbe partire tra settembre e ottobre. Ma proprio su questa fretta – probabilmente figlia di esigenze “politiche” interne a Confindustria – si concentrano le obiezioni di Epifani: «Non si può dire che bisogna rifare gli assetti della contrattazione senza prima esplorare se c’è una posizione comune fra Cgil, Cisl e Uil» e, soprattutto, «senza interferire sui rinnovi contrattuali aperti». Secondo il leader della Cgil «nel momento in cui ci si siede a un tavolo, senza un punto di vista comune, va da sé che diventa più difficile rinnovare qualsiasi contratto. Siccome purtroppo abbiamo contratti che sono scaduti da molti mesi, se non si rinnovano per me costituisce un problema».


Polemico il segretario della Cisl, Savino Pezzotta: «La Cgil pone di nuovo un veto. Spero che ci ripensi. Quello che è successo è incomprensibile, perché credo che non ci possono essere degli argomenti tabù. La proposta – ha aggiunto – era quella di avviare da ottobre un confronto sul sistema contrattuale, una volta terminato a fine settembre il lavoro della commissione di Cgil, Cisl e Uil su questa materia. Dunque non ho capito perché la Cgil ha deciso di andarsene. Se qualcuno vuol sfuggire al confronto lo dica con chiarezza. Spero comunque che passate le arrabbiature le incomprensioni si superino, perché è un nostro dovere capire cosa Confindustria vuol fare e per andare al confronto col governo con una posizione chiara». Poi il leader della Uil, Luigi Angeletti spiega: «Una rottura inspiegabile, noi abbiamo chiesto di fare delle modifiche. Adesso Confindustria analizzerà le nostre contropoposte». E annuncia già un nuovo incontro, «al quale sarà invitata anche la Cgil».