Confindustria volta pagina

12/03/2004


VENERDÌ 12 MARZO 2004

 
 
Pagina 34 – Economia
 
 

Confindustria volta pagina
Plebiscito per Montezemolo, l´80% dei voti in giunta
          L´associazione degli imprenditori designa il successore di D´Amato.De Benedetti: "Eravamo in un tunnel, ora possiamo uscirne"

          D´Amato: "La scelta di oggi non è una mia sconfitta". Ieri assenti Romiti e Guidi
          L´incarico il 26 maggio prossimo, prima le dimissioni dalla presidenza Fieg

          ROBERTO MANIA

        ROMA – La Confindustria volta pagina. Si chiude la stagione movimentista di D´Amato, si avvia, all´insegna dell´unità, quella di Luca Cordero di Montezemolo, che ieri la giunta degli industriali ha designato alla presidenza per il prossimo quadriennio.
        Montezemolo ha ottenuto 126 voti su 155 (154 votanti). Quasi l´80% dei consensi, una percentuale rafforzata da una standing ovation di quasi un minuto dei membri di giunta. Un´inversione di tendenza rispetto al recente passato, quando nel duello con Carlo Callieri, il giovane Antonio D´Amato la spuntò con il 62% dei voti. Ad eleggere formalmente il nuovo presidente sarà l´assemblea della Confindustria convocata per il 26 maggio. Prima, il 29 aprile, Montezemolo, che lascerà la presidenza della Fieg (la federazione degli editori) ma non quella della Ferrari, presenterà alla giunta la sua squadra e il suo programma.
        Dopo la riunione della giunta, che ha ascoltato la relazione dei tre saggi sull´orientamento pressoché unanime degli industriali emerso durante la consultazione (228 incontri con tutte le associazioni territoriali e di categoria), il presidente uscente, D´Amato (meno spavaldo del solito), e quello entrante, Montezemolo (emozionato per sua stessa ammissione), hanno tenuto ieri una conferenza stampa congiunta. «Il grande, grandissimo consenso» sul nome di Montezemolo, lo ha dovuto sottolineare anche D´Amato. Che, tuttavia, non considera l´indicazione del presidente della Ferrari una sua sconfitta, nonostante abbia sostenuto il veneto Nicola Tognana, l´altro concorrente, ritiratosi dalla gara al penultimo giro. «La scelta di Montezemolo – ha detto rispondendo ad una domanda – non è una mia sconfitta. Compito di un buon presidente, ed io ho fatto il meglio per esserlo, è consentire che ci sia una libera espressione nella scelta del nuovo presidente, vigilando sul rispetto delle regole, e il massimo dibattito possibile. Il presidente uscente – ha aggiunto – deve garantire il massimo di equidistanza sui vari candidati».
        Sull´unità degli industriali Montezemolo ha costruito il suo successo. E quella resterà la parola d´ordine della sua presidenza: «Dal mondo dell´impresa è venuto un segnale forte, che vuole testimoniare l´unità e la partecipazione da protagonisti da parte di chi ha sempre contribuito a fare della competitività il centro di tutto». Di compattezza del sistema delle imprese hanno così parlato Marco Tronchetti Provera, Andrea Pininfarina, Edoardo Garrone e gli ex presidenti Vittorio Merloni, Luigi Abete, Giorgio Fossa, al termine della riunione in Viale dell´Astronomia. Eppure alcuni segnali polemici non sono sfuggiti ieri, come l´assenza, alla riunione della giunta, di Cesare Romiti, mai sostenitore di Montezemolo e con il quale, negli ultimi giorni, aveva anche aperto una vivace discussione sulla marcia dei 40 mila quadri della Fiat del 1980. Non c´erano neanche Guidalberto Guidi, presidente del Sole 24 Ore, e Michele Perini (Assolombarda), giustificato da gravi problemi familiari, e che a Montezemolo ha inviato i suoi auguri. Polemica, inoltre, è apparsa anche l´indisponibilità di D´Amato a far votare la giunta con alzata di mano anziché con voto segreto.
        Per Carlo De Benedetti, ora, «la Confindustria può uscire dal tunnel nel quale si è cacciata in questi anni». A cominciare dallo scontro con i sindacati e, in particolare, con la Cgil. Non a caso il presidente della Fiat, Umberto Agnelli ha parlato di una Confindustria «dialogante», capace di collaborare con le istituzioni e i corpi sociali. E´ l´identikit di una controparte che auspica il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, per il quale si potrebbe puntare ad un nuovo patto sociale, sulla scia di quanto fatto fino ad ora. Non a un nuovo accordo ma a un «nuovo sistema di relazioni tra le parti sociali» pensa il leader dei Ds, Piero Fassino, interpretando le affermazioni di Montezemolo che crede ad un sistema di «minor litigiosità».