Confindustria vara il suo decalogo

24/02/2005

    Giovedì 24 febbraio 2005

    retroscena

    MONTEZEMOLO, PININFARINA E TRONCHETTI PROVERA IERI A PALAZZO GRAZIOLI

    Confindustria vara il suo decalogo
    Chiesto lo stop all’Irap e meno burocrazia
    ROMA
    Alla vigilia del summit di oggi tra governo e parti sociali sul pacchetto competitività, ieri mattina il vertice di Confindustria si è recato a Palazzo Grazioli per ribadire al premier Silvio Berlusconi le richieste degli industriali. Richieste contenute in un decalogo illustrato dal presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, accompagnato dai suoi vice Andrea Pininfarina e Marco Tronchetti Provera. Un pressing pesante sull’Esecutivo, che notoriamente non ha grandi risorse da destinare al provvedimento che per gli industriali «è un’occasione da non perdere», anche per «correggere» norme sbagliate contenute in Finanziaria.


    Vediamo in sintesi il «decalogo» di Confindustria. In campo fiscale, si chiede il blocco dell’addizionale regionale Irap anche in caso di disavanzi delle Regioni, poiché non possono essere «addossati al sistema delle imprese oneri relativi alla spesa sanitaria, su cui le imprese non hanno alcuna responsabilita». Ancora, si propone cambiamenti per la determinazione della rendita catastale ai fini Ici, sul regime di tassazione consolidata, l’innalzamento a 1 milione di euro del limite per la compensazione dei crediti di imposta, la riduzione delle tasse brevettuali per le Pmi, la rivalutazione dei beni immobiliari per le imprese, il prolungamento del termine per la comunicazione relativa alle minusvalenze realizzate. In tema di lavoro, oltre a sgravi contributivi per i neoassunti, gli industriali vogliono un «parziale sgravio» degli oneri sociali sul salario variabile, una maggiore deduzione del costo del lavoro dalla base imponibile Irap, e l’estensione delle agevolazioni per i contratti di formazione a quelli di inserimento. Considerando l’alto costo dell’energia, si chiedono poi misure «anche temporanee» per contenere in qualche modo quest’onere, a partire da interventi sulla tassazione dell’utilizzo industriale dell’energia elettrica.


    Nutrito il pacchetto che riguarda la semplificazione burocratica: la dichiarazione di inizio attività; l’istituzione di uno sportello certificatorio presso le Camere di Commercio, l’esternalizzazione dei servizi di PA, la creazione di sportelli presso le organizzazioni imprenditoriali che metta in grado l’impresa di affrontare il mercato della PA (gare, mercato elettronico); la soppressione degli Enti pubblici inutili. Per il sostegno alla ricerca, si propone un credito d’imposta automatico per i trasferimenti delle imprese agli istituti pubblici di ricerca; un cospicuo credito e una consistente agevolazione pper gli investimenti diretti in ricerca e sviluppo.


    Per il riordino delle leggi di incentivazione, Confindustria vuole chiarimenti sul passaggio dai finanziamenti a fondo perduto ai prestiti, in particolare per evitare il blocco del meccanismo delle agevolazioni. Dunque, il varo delle norme che regolano il nuovo sistema dev’essere molto rapido. Ancora, si può usare la leva fiscale per premiare le aziende che attraverso l’innovazione favoriscano prevenzione e tutela dell’ambiente. E se per la sanità si chiede una piena liberalizzazione, eliminando politiche tariffarie e di tetti di spesa che penalizzano i privati, gli industriali chiedono un coordinamento della politica del turismo.