“Confindustria” «Un nuovo patto per il rilancio»

25/09/2006
    sabato 23 settembre 2006

    Pagina 8 – Primo Piano

    CONFINDUSTRIA – IL PRESIDENTE AL GOVERNO: SERVE UNO STATO PI� EFFICIENTE E MODERNO. IL LAVORO: �L’ORARIO FLESSIBILE � INDISPENSABILE PER AUMENTARE LA CAPACIT� DI PRODUZIONE�

      �Un nuovo patto per il rilancio
      Ma tutti facciano la loro parte�

        Montezemolo chiama a raccolta il governo, i sindacati e le banche

          Paolo Baroni

            ROMA
            Se il problema dell’Italia � la competitivit�, la via del rilancio passa attraverso un forte recupero di produttivit�. Di qui l’idea di un nuovo �patto�, lanciata ieri dal presidente della Confindustria dopo che nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha proposto di rivedere gli accordi del 1993.

              Ai sindacati, al governo e alle banche, alla classe dirigente del paese, Luca Cordero di Montezemolo propone una nuova intesa a 360 gradi, da raggiungere �attraverso il dialogo, il confronto e la concertazione�. �Un patto forte, un progetto come siamo abituati a fare in azienda – spiega Montezemolo -. Obiettivi precisi, compiti chiari per ciascuno, risultati misurabili�. L’idea, illustrata nel corso di un seminario del Centro studi di Confindustria, � quella di �riaprire la stagione della concertazione e della politica dei redditi indicando a tutti i soggetti in campo come vera emergenza del Paese il recupero di produttivit� e quindi di competitivit�. Molta la carne al fuoco e, com’� ovvio, le reazioni non si sono fatte attendere: disponibili a discutere Cisl e Uil, fredda la Cgil.

                Per Montezemolo la prima cosa da fare � individuare �i rimedi alle strozzature che oggi ostacolano la crescita della produttivit�: infrastrutture, conoscenza, pubblica amministrazione orientata al cittadino-cliente, meno tasse sulle imprese, pi� orario effettivo di lavoro e pi� salario variabile, investimenti pubblici e privati in ricerca e innovazione, crescita dimensionale d’impresa e pi� finanziamenti bancari senza garanzie�. Le imprese �sono pronte a fare la loro parte – spiega -. Anche a dire che destineranno ad investimenti tutte le risorse derivanti da una minore pressione fiscale sul sistema delle aziende�. Cifre alla mano �un aumento degli investimenti fissi lordi del settore privato pari all’1% si pu� tradurre in un aumento del Pil dello 0,4-0,5% a partire dal terzo anno con impatti ancora pi� significativi nel lungo periodo�.

                  Ovviamente anche sindacati, Governo e banche devono mettersi in gioco. Ai primi il leader di Confindustria ricorda �che la flessibilit� degli orari � una delle questioni centrali per un recupero di produttivit� e a loro chiede �una maggiore correlazione tra risultati d’impresa e retribuzioni�, nonch� la possibilit� di �poter distribuire i nastri orari settimanali, mensili o annuali secondo le esigenze del mercato�. In questo quadro � decisivo adeguare �la durata media e massima degli orari alle esigenze produttive e rendere pi� agevole il ricorso allo straordinario�, assicurando comunque un rigoroso rispetto della legislazione europea. Mentre le quasi 100 ore di differenza tra ore teoriche ed ore effettive, con punte che in alcuni casi arrivano a 550 ore, rappresentano certamente �una questione vitale� da affrontare. La richiesta che viene fatta alle banche � quella di lavorare insieme �per ridurre in maniera importante la quota di prestiti garantiti e far crescere il finanziamento fondato sulla valutazione della prospettiva imprenditoriale�. Gli istituti di credito devono essere �dei veri partner, assumendo partecipazioni di rischio ad esempio nelle start-up innovative�.

                    Infine al Governo compete �la responsabilit� di un profondo ammodernamento dello Stato nella direzione dell’efficienza, della concorrenza, della semplificazione e del merito�. �Il risanamento dei conti � una priorit� – ricorda Montezemolo a pochi giorni dal varo della Finanziaria – ma non va perseguito aumentando le tasse: le manovre che fino ad oggi hanno dato risultati sono quelle basate sui tagli delle spese improduttive�. Quindi, evocando il caso Telecom, il presidente della Confindustria ha sostenuto che ancora oggi �l’invadenza dello pubblico nell’economia � desolante�. �I segnali degli ultimi giorni devono far riflettere. Troppo spesso ci sembra di combattere con un’idra a tre teste�.

                      Immediate, e a tutto campo, le reazioni alla proposta-Montezemolo. A cominciare da quella del viceministro all’Economia Vincenzo Visco che intervenendo al seminario di ieri ha assicurato che il governo non ha alcuna intenzione di aumentare le tasse sulle imprese. Anzi �c’� una commissione che sta studiando una rimodulazione della vecchia Irpeg�. Tra i sindacati le solite divaricazione: dialoganti Cisl e Uil (e Ugl), fredda la Cgil. �Preferisco partire da un patto contro la precariet� del lavoro – dichiara Guglielmo Epifani -. Penso che la priorit� oggi sia questa�. Per Paolo Pirani, invece, la Uil � pronta �ad affrontare tutti i temi legati allo sviluppo�, anche se col suo leader Luigi Angeletti chiede a Montezemolo �pi� coraggio� sul salario variabile. Bonanni (Cisl) da il suo �Ok� all’aumento di flessibilit�, ma in cambio pretende �pi� salario e pi� tutele�. Dicono invece �no� Fiom e Pdci, che �rinvia al mittente� la proposta di un nuovo patto.