Confindustria: Tfr, compensazioni da rivedere

21/07/2005
    giovedì 21 luglio 2005

    NORME E TRIBUTI – pagina 29

    PREVIDENZA • Confindustria ribadisce il disaccordo sui meccanismi previsti dallo schema di decreto

      Tfr, compensazioni da rivedere

        Per Bombassei bisogna incidere sul costo del lavoro L’Isvap: grave il controllo Covip sulle polizze

        ENRICO MARRO

          MILANO • Confindustria resta in disaccordo sulle compensazioni alle imprese previste dal decreto sul Tfr. Lo ha ribadito il vicepresidente per le relazioni industriali e gli affari sociali, Alberto Bombassei, ascoltato ieri in commissione Lavoro al Senato.

          « Bisogna incidere soprattutto sul costo del lavoro — ha spiegato Bombassei al termine dell’audizione a Palazzo Madama — perché su quel fronte è possibile individuare forme più semplici in grado di garantire sia le piccole che le grandi aziende, senza costringere le piccole imprese a dover contrattare di volta in volta con le banche » .

          Le compensazioni. Confindustria, insomma, torna a mostrarsi scettica sul tris di provvedimenti previsti nel Testo unico varato dal Consiglio dei ministri il 1° luglio: deducibilità dal reddito d’impresa di un importo pari al 4% del Tfr destinato a forme pensionistiche complementari ( che sale al 6% per le imprese con meno di 50 addetti); istituzione di un Fondo di garanzia per facilitare l’accesso al credito; esonero dal versamento del contributo al Fondo di garanzia nella percentuale di Tfr conferito alle forme pensionistiche complementari. Si tratta di misure meno ampie rispetto a quelle previste dalla legge delega, la 243/ 2004, che aveva subordinato il conferimento del Tfr all’assenza di oneri per le imprese attraverso un accesso al credito più facile e a un’ « equivalente riduzione del costo del lavoro » . È proprio quest’ultima la forma di compensazione considerata da Confindustria più efficace, come ha confermato ieri Bombassei.

            Delicata anche la partita dei crediti agevolati alle imprese, un fronte sul quale l’Abi resta determinata a non concedere automatismi. Proprio l’altro ieri il direttore centrale Domenico Santececca aveva ripetuto alla Camera che l’autonomia delle banche nella concessione del credito va salvaguardata.
            Il nodo del Tfr verrà affrontato da Confindustria anche nel direttivo di oggi pomeriggio, mentre mercoledì prossimo le parti sociali presenteranno al Governo una nuova versione dell’avviso comune, rimodulata sullo schema di decreto varato da Palazzo Chigi.

            L’audizione dell’Isvap. Ieri a Palazzo Madama è stato ascoltato anche il presidente dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private, Giancarlo Giannini, che ha ancora una volta definito grave l’attribuzione alla Covip dei controlli sulla gestione delle polizze con finalità previdenziali (Fip), che «risulta in palese eccesso di delega» . Per Giannini la vigilanza sui Fip va invece «mantenuta esclusivamente in capo all’Autorità di settore, soprattutto allo scopo di evitare pericolose aree grigie, sovrapposizioni di competenze e interventi con potenziali effetti dannosi sugli assicurati » . Il presidente dell’Isvap considera poi non corretta la piena assimilazione fra i fondi pensione e le polizze vita individuali, perché «comporta l’imposizione di una serie di vincoli sui prodotti assicurativi non compatibili con le vigenti disposizioni comunitarie » .

              L’audizione dell’Adepp. Anche l’associazione delle Casse dei professionisti, ascoltata sempre ieri in Senato, ha proposto una serie di emendamenti al decreto Maroni. Tra gli obiettivi l’estensione alle Casse del trattamento di miglior favore sui proventi della gestione riconosciuto ai fondi rispetto agli altri intermediari.