Confindustria, sfida al governo

11/01/2005

    martedì 11 gennaio 2005

      Pagina 29 – Economia

        Documento degli industriali in vista dell´incontro di giovedì. E Alemanno attacca la bozza Marzano: "Poco incisiva, va rivista"
        Confindustria, sfida al governo
        "Finanziaria deludente, ora più coraggio sulla competitività"
        Inflazione, Bankitalia: conti corretti, ma i ceti più bassi oggi si sentono più poveri

          ROBERTO PETRINI

            ROMA – Dopo una Finanziaria «deludente», Confindustria sollecita Berlusconi a dimostrare «ambizione e coraggio nel rilanciare le riforme strutturali a 360 gradi». E nell´incontro con le parti sociali di giovedì prossimo a Palazzo Chigi, l´associazione degli industriali presenterà un proprio documento, che riprende i toni di un´analoga presa di posizione di dicembre, in cui si indicano una serie di «misure da prendere con carattere di urgenza nei prossimi giorni, che possono essere varate in massima fretta e senza aggravi significativi per la finanza pubblica». Nel menù figurano l´innalzamento dei limiti per la compensazione dei crediti di imposta; il blocco dell´Irap anche nelle Regioni in deficit sanitario; sgravi contributivi per tre anni per i neo assunti e per i nuovi aumenti salariali; incentivi per favorire la concentrazione delle imprese; innalzamento ad 1 milione di euro del limite di compensazione per i crediti d´imposta; sgravi fiscali per i finanziamenti alla ricerca.

            Alla vigilia del pre-vertice politico di domani che sarà seguito dall´incontro tra le parti sociali e del varo previsto di giovedì, i vari protagonisti della vicenda mettono le carte in tavola. La bozza del decreto legge, allestita dal ministro per le Attività produttive Antonio Marzano, è incentrata soprattutto su una serie di misure volte a semplificare e deburocratizzare la vita delle aziende, ma il provvedimento sembra destinato a cambiare. Ieri, dopo una riunione della consulta economica di An, il ministro per le Politiche Agricole Gianni Alemanno ha sparato ad alzo zero sulla bozza-Marzano: «Deve essere profondamente rivista. Molti interventi, come gli incentivi e gli sgravi fiscali alle imprese, sono insufficienti. Così come sono insufficienti i 300 milioni previsti per il 2005 dalla bozza», ha detto. Il provvedimento – difeso però dal consigliere economico di Berlusconi, Renato Brunetta – dovrebbe contenere anche le risorse per la previdenza complementare, aggiunge inoltre Alemanno, "aprendo" così alle richieste del leghista Maroni, titolare del Welfare.

            Resta aperto anche il quadro della ricerca delle risorse e lo stesso ministro dell´Economia Siniscalco ha fatto sapere che il piatto piange e che si deve ricorrere alle liberalizzazioni. In piedi c´è l´ipotesi del condono previdenziale, rilanciata da An e vecchio cavallo di battaglia dell´Udc, e quella (sempre di An) volta ad attingere risorse dall´Inail contestata dal presidente dell´istituto Giovanni Guerrisoli.

            Sul decreto pesano poi altre richieste, come quelle del viceministro dell´Economia Miccichè, sceso in campo qualche giorno fa convocando i sindacati per il Sud. Il leader della Cisl Pezzotta in quella occasione mostrò alcune riserve spiegando che sarebbe stato meglio andare ad un tavolo a Palazzo Chigi.

            Per Forza Italia è invece intervenuto l´ex ministro dell´Economia Giulio Tremonti. Propone semplificazioni amministrative per l´inizio attività delle imprese; premio di concentrazione per le aziende, detassazione dei contributi alle università da parte delle imprese.
            Scettico sul lavorio della maggioranza intorno al tema il centrosinistra. «Il silenzio di Berlusconi sulla competitività prova che lui non sta investendo sull´argomento. Per il premier non è una priorità», ha detto Enrico Letta (Margherita).

              Infine Bankitalia entra in un tema assai caldo negli ultimi mesi: la misurazione dell´aumento dei prezzi. Secondo uno studio di Via Nazionale l´inflazione misurata dall´Istat al momento del changeover lira-euro non è stata mai sottostimata. Tuttavia la «percezione di un impoverimento da parte di alcune categorie di consumatori» non è «infondata».