Confindustria: «Puntiamo all´intesa coi sindacati»

07/07/2005
    giovedì 7 luglio 2005

    Pagina 35 – Economia

      IL RETROSCENA

        Presto il documento sul nuovo modello dei contratti. Imprese irritate con Casini

          E Confindustria non si illude più
          «Puntiamo all´intesa coi sindacati»

            ROBERTO MANIA
            ROMA – Il documento della Confindustria per le nuove relazioni sindacali è quasi pronto. L´obiettivo degli industriali è quello di consegnarlo ai sindacati e al governo prima della pausa estiva o al massimo subito dopo, a settembre. E già oggi la bozza con le proposte potrebbe essere esaminata dalla Giunta di Viale dell´Astronomia.

              Per quanto esistano ancora delle posizioni diverse all´interno dello schieramento imprenditoriale, l´idea di fondo del progetto è quella di spostare il baricentro della contrattazione dal centro (il contratto nazionale) all´azienda. Un´impostazione vicina a quella della Cisl, ribadita anche l´altro ieri nella sua relazione congressuale dal segretario generale, Savino Pezzotta. In ogni caso, l´iniziativa della Confindustria di Luca di Montezemolo non vuole essere un atto di ostilità nei confronti di Cgil, Cisl e Uil, divise ancora al loro interno, bensì un modo per riaprire il confronto dopo l´interruzione che risale esattamente ad un anno fa. Proprio per questo il testo dovrebbe mantenersi, in una prima fase, piuttosto generico. «Resta il fatto – ragionano in Confindustria – che non si può dare l´idea di un totale immobilismo».

              A Viale dell´Astronomia spiegano che la modifica dell´attuale modello contrattuale, introdotto con il protocollo Ciampi nel ´93, deve servire a facilitare lo "scambio" tra il lavoratore e la sua impresa, non per ridurre il livello delle retribuzioni, né il grado delle tutele. Il rafforzamento della sede contrattuale aziendale, dunque, dovrebbe consentire di redistribuire più efficacemente le quote di produttività. Ma gli industriali chiedono anche maggiore flessibilità nell´organizzazione del lavoro, in particolare per quanto riguarda la gestione degli orari.

                La rinnovata attenzione della Confindustria alle relazioni sindacali va letta in parallelo alla forte disillusione degli industriali nei confronti del governo. Ieri, durante la riunione del Comitato di presidenza, non si è nemmeno parlato del prossimo Dpef. Nessuno scommette su quel documento e in molti pensano che non ci sia nulla da aspettarsi anche dalla prossima legge Finanziaria. Sta crescendo la convinzione, tra gli industriali, che il rapporto con l´esecutivo si sia sostanzialmente esaurito e che la campagna elettorale finirà per fagocitare tutti i temi e i problemi. Per rinviarne – ancora una volta – la soluzione. Da qui l´idea – per ora solo abbozzata – di una risposta orgogliosa alle critiche che da importanti settori del centrodestra (l´ultima da parte del presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, dal palco del congresso dell´Udc) arrivano all´indirizzo delle imprese, accusate di saper solo chiedere e di non saper rischiare, investendo nelle proprie attività. «Non ci pare – dicevano ieri sera ai piani alti di Viale dell´Astronomia – che dall´estero stiano facendo le corse per investire da noi. Forse il problema è il Paese, e non gli imprenditori incapaci».