Confindustria provoca: parliamo di licenziamenti

20/03/2007
    martedì 20 marzo 2007

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    Confindustria provoca:
    parliamo di licenziamenti

      Il vicepresidente Bombassei chiede di rivedere le norme. Fammoni (Cgil): negoziato a rischio

        di Laura Matteucci

        IL TAVOLO Tesi «inaccettabili». La Cgil fa quadrato dopo le parole di Alberto Bombassei, il vicepresidente di Confindustria per le relazioni industriali che, in un’intervista al Corriere della Sera, cerca di introdurre il tema della flessibilità in uscita, e in sostanza chiede di rivedere le norme sui licenziamenti. E lo fa a tre giorni dall’avvio del tavolo di confronto tra governo e parti sociali, in calendario giovedì prossimo. Fulvio Fammoni, della segreteria nazionale della Cgil, è esplicito: «Occorre riflettere su quale sia il suo scopo – dice – Chi solleva il tema dei licenziamenti ne conosce bene le conseguenze negative sui tavoli di negoziato. Mi pare evidente che si voglia condizionare la trattativa, ma il vero rischio è che con queste premesse si arrivi su un binario morto».

        Il segretario Cgil contesta il riferimento di Bombassei al libro verde della Commissione europea sulla modernizzazione del diritto del lavoro perchè «è noto che Cgil Cisl e Uil si sono dette contrarie all’impostazione di quel testo e che il ministro del Lavoro italiano – ricorda – assieme ad altri otto ministri europei, ne ha indicato la necessità di profonda revisione». Per il sindacato resta una priorità fondamentale l’intervento contro il precariato nel tavolo sul welfare, da attuare cambiando la legislazione attuale e ridando fiato alla contrattazione. «La stessa riforma degli ammortizzatori sociali – conclude Fammoni – con l’attuale quantità di lavoro precario non è sostenibile».

        Bombassei aveva anche parlato di orario di lavoro, chiedendo a questo proposito «l’adozione delle regole europee», che «in molte categorie non riusciamo ancora a realizzare perchè il sindacato non lo permette».

        La posizione di Confindustria è giudicata inaccettabile anche da Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e leader della sinistra Cgil «rete 28 aprile»: «Si parla addirittura di attacco all’articolo 18 e, soprattutto, si afferma chiaramente – continua – l’intenzione di intervenire sui contratti, sugli orari di lavoro, su tutti i diritti dei lavoratori, utilizzando quel Libro verde dell’Unione Europea che propone la totale disarticolazione dei diritti del lavoro. Chiediamo a Cgil, Cisl e Uil di affermare l’assoluta indisponibilità a discutere su queste basi». Chi invece cerca di buttare acqua sul fuoco è il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo: giovedì, dice, «quando si parlerà di crescita e produttività nell’incontro tra governo e parti sociali Confindustria andrà con spirito positivo e con voglia di dare un vero contributo perchè ognuno deve fare bene il proprio mestiere».