“Confindustria” Pininfarina: «Eravamo critici pure con la Cdl»

19/12/2006
    marted� 19 dicembre 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

      �Eravamo critici pure con la Cdl�

        Intervista
        ad Andrea Pininfarina

          La politica non c’entra nulla. La nostra � un’analisi economica, un lavoro scientifico�. Andrea Pininfarina, vicepresidente di Confindustria con delega per il Centro studi, non nasconde l’irritazione per le critiche di Padoa-Schioppa. �Le nostre stime potranno essere giuste o sbagliate, ma ci tengo a dire che in genere sono corrette�.

          Il ministro dell’Economia contesta anche il momento in cui avete presentato questi dati.

            �Ogni anno, a fine anno, presentiamo le nostre previsioni macro-economiche. E anche quest’anno le abbiamo motivate tecnicamente. Innanzitutto con l’apprezzamento dell’euro, l’indebolimento dell’economia tedesca e americana ed il rialzo del prezzo del greggio: gli stessi motivi per cui lo stesso governo ha ipotizzato un indebolimento dell’economia nel 2007. Poi la crescita potr� anche essere dello 0,4 o dello 0,3% pi� bassa ma comunque cresceremo meno�.

            Per Padoa-Schioppa, per�, il vostro dato � �fuori linea rispetto a tutte le valutazioni degli organismi internazionali�.

              �Va proprio nella direzione del consenso generale che per l’anno prossimo, in Europa ed in Italia, prevede un rallentamento dell’economia. Tra i vari fattori che incidono c’� anche la manovra di riaggiustamento. Che ha una sua influenza, � evidente�.

              Per ogni governo i giorni di approvazione della manovra rappresentano un momento delicato…

                �Due anni fa parlammo di crescita zero e ci accusarono di stare col centrosinistra, adesso staremmo dall’altra parte?�.

                Ora dal centrosinistra vi accusano anche di ingratitudine. Sostengono che spetta alle imprese rimboccarsi le maniche.

                  �Se quest’anno siamo cresciuti dell’1,8% lo si deve soprattutto alle imprese, che anche a costo di ridurre i loro margini sacrificando i margini sono riuscite a tenere le loro quote di mercato e a far salire le esportazioni del 7%. Ma � stato come lavorare in apnea: cos� non si pu� proseguire, devono poter prendere fiato in qualche modo, altrimenti soffocano. Qualcosa, se pensiamo al cuneo fiscale e alla ricerca, � stato dato ma ora serve altro�.

                  Cosa proponete?

                    �Quello che serve al Paese � un vero e proprio cambio culturale, un nuovo approccio mentale al quale l’Italia non � abituata: per anni ci siamo aggrappati alla valuta debole recuperando competitivit� con le svalutazioni della lira, ora abbiamo una valuta forte ma non abbiamo ancora adottato i comportamenti virtuosi che un’economia del genere richiede. Ovvero interventi strutturali come le riduzioni di spesa e l’aumento degli investimenti�.

                    Quali sono i cardini del vostro �patto per la produttivit�?

                      �Per non parlare sempre e solo di produttivit�, che tutti identificano sempre come interventi sul mercato del lavoro, indichiamo altre quattro priorit�: si tratta di lavorare per far crescere la dimensione delle imprese, per liberalizzare di pi� i mercati e di lavorare sulle infrastrutture. E abbiamo anche parlato, un argomento a cui teniamo molto, della contendibilit� delle imprese�.

                      A proposito, cosa ne pensa della vicenda Autostrade-Abertis?

                        �E’ un segnale molto brutto che mandiamo all’estero. Se si pensa che uno dei capitoli fondamentali � l’attrazione degli investimenti, � impensabile farlo con una legislazione che si modifica di continuo a seconda di chi sono questi investitori. E’ una situazione molto penalizzante per l’Italia, perch� da l’immagine di un paese instabile agli investitori internazionali. Ora abbiamo giustamente deciso di mettere sul mercato Alitalia, ma con quale credibilit� possiamo farlo? Chi verr� mai ad investire se le regole cambiano di continuo?�.