Confindustria pensa a Prodi: fisco e legge 30

17/05/2006
    mercoled� 17 maggio 2006

    Pagina 17 – Economia & Lavoro

    MOSSE – Montezemolo non ha commentato l’elezione di Napolitano, ma prepara l’elenco della spesa per il nuovo governo

      Confindustria pensa a Prodi: fisco e legge 30

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        Alla vigilia della formazione del nuovo governo Confindustria rilancia le sue richieste all’esecutivo Prodi. Al primo posto ci sono sempre quei 5 punti di costo del lavoro da tagliare subito. A ribadirlo ieri � stato il vicepresidente Alberto Bombassei, che ha definito il taglio �un controshock benefico per la ripresa�. In soldoni si tratta di trovare 10 miliardi da destinare almeno per met� alle imprese e per il resto ai lavoratori. Questo prevede il programma dell’Unione, ma gli uomini di viale dell’Astronomia alzano l’asticella: per rilanciare il sistema ne servirebbero il doppio (10 punti in meno) da realizzare nell’arco della legislatura. E magari da destinare tutti a nuovi investimenti, piuttosto che alle buste paga dei lavoratori. Ma su ambedue queste richieste il centro-sinistra � stato chiaro gi� prima del confronto elettorale: le risorse a disposizione sono limitate (tradotto: 5 punti sono sufficienti) e i benefici vanno distribuiti anche ai lavoratori e alle loro famiglie per aiutare la ripresa dei consumi. L’insistenza degli imprenditori fa presagire che il tema sar� rirpoposto al tavolo di concertazione che partir� subito dopo la formazione del governo, visti i tempi stretti per il Dpef.

        Il secondo Leitmotiv che si leva sempre da Viale dell’Astronomia riguarda la legge 30. Per Confindustria non va modificata: semmai vanno creati gli ammortizzatori sociali che anche il governo Berlusconi aveva promesso e che non sono mai arrivati. Anche qui l’Unione � stata chiara: vanno cancellate quelle tipologie di contratti pi� precarizzanti (tipo job on call e staff leasing, per di pi� oco utilizzate dai datori di lavoro) e naturalmente va creato un nuovo welfare per i nuovi lavori. Romano Prodi lo ha spiegato a chiare lettere di fronte ad un’assemblea – non molto calorosa – di imprenditori a Vicenza. La stessa che ha accolto il suo antagonista a suon di ovazioni.

        Oggi che il leader dell’Unione � diventato premier bisogner� aspettare l’assemblea annuale dell’Associazione per conoscere gli umori delle imprese. � quasi scontato che in quella occasione, fissata per il 25 maggio, a cui � verosimile che partecipino lo stesso premier e il ministro delle attivit� produttive, Luca Cordero di Montezemolo riprender� i cinque punti gi� enunciati prima delle elezioni e contenuti nel suo programma di met� mandato. A quel punto per misurare la �temperatura� tra imprese e nuova maggioranza saranno decisivi i toni che il presidente utilizzer� in quella sede, da cui ci si attende anche un commento al discorso d’insediamento di Giorgio Napolitano. Il nuovo presidente della Repubblica ha dedicato due paragrafi del suo discorso alla ripresa economica e alla competitivit� delle imprese.

        Un tema divenuto centrale anche nei vari interventi di Montezemolo, che fin dall’inizio del suo mandato ha centrato il tirosullo sviluppo del sistema-Italia, definendo ormai passato il tempo del �piccolo � bello�. Oggi Confindustria torna sul fronte della crescita dimensionale, dell’innovazione, della ricerca da mettere al servizio del sistema produttivo. E arriva a chiedere un sottosegretario ad hoc per i distretti e le piccole imprese, chiamati a confrontarsi con sfide sempre pi� globali. �Esiste con certezza la necessit� di un coordinamento che risponda ai problemi amministrativi, di credito, di finanza che le pim hanno – commenta l’economista e deputato ds Nicola Rossi – bisogner� sicuramente individuare un sottosegretario o un viceministro che abbia anche questo mandato�.