Confindustria, Montezemolo in pista

16/10/2003

 

giovedì 16 ottobre 2003 
Pagina 35 – Economia
 
Confindustria, Montezemolo in pista
Il presidente della Ferrari: "Arduo chiamarsi fuori se indicati da un´ampia parte degli imprenditori"
Pininfarina, Bracco, Gros-Pietro approvano: scelta giusta
          SALVATORE TROPEA

          ROMA – «Se da un´ampia parte degli imprenditori venisse indicato un nome per rappresentare tutta la Confindustria, credo che a quel punto per chiunque sarebbe difficile chiamarsi fuori e non dare tutta la sua disponibilità e il suo contributo per un´associazione così importante». E´ possibile leggere questa dichiarazione fatta ieri da Luca Cordero di Montezemolo come una sua decisione di scendere in pista? Quando mancano ancora sette mesi alla elezione del sostituto di Antonio D´Amato, l´interessato si guarda bene dal formalizzarla e insiste nel dire di essere impegnato con la Ferrari e la Maserati, che sono già una bella occupazione. E sempre ieri ha aggiunto: «Credo sia sbagliato parlare di candidature in Confindustria perché in Confindustria non ci si candida ma si viene scelti». Il fatto è che questa scelta ha in qualche modo cominciato a prendere corpo: lo confermano, del resto, le dichiarazioni di alcuni imprenditori a favore di Montezemolo, che lui ha ringraziato pur continuando a dichiararsi ancora fuori dalla mischia.
          Proprio queste prese di posizione accendono i riflettori su una candidatura che sembra avere già l´imprimatur dei grandi elettori, a cominciare dalla Fiat dove si sottolinea che il nome del futuro presidente di Confindustria «deve essere condiviso e all´altezza». E´ ciò che sostiene, per esempio, anche l´ex presidente dei giovani imprenditori, Emma Marcegaglia, per la quale «il presidente della Ferrari possiede tutti i requisiti personali e aziendali per rappresentare al meglio gli imprenditori italiani, piccoli, medi e grandi». Insomma un presidente «che potrà dare prestigio all´estero all´impresa del nostro Paese». «Una dichiarazione promettente» ha commentato Diana Bracco, presidente di Federchimica, riferendosi al «segnale» lanciato da Montezemolo. Ed Andrea Pininfarina, leader degli imprenditori torinesi apparso a più riprese nella rosa dei candidati, ha detto che Montezemolo «potrebbe dare un forte contributo in termini di unità e internazionalità a Confindustria: speriamo perciò che si convinca o che riusciamo a convincerlo». E agli auguri di Savino Pezzotta si è aggiunta anche una battuta, scherzosa ma non tanto, di Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Autostrade: «Dopo aver vinto un nuovo mondiale con la Ferrari chi meglio di lui può rappresentare l´imprenditoria italiana?».

          Se Montezemolo rifiuta saggiamente la volata lunga non altrettanto sembra voler fare Nicola Tognana, che è deciso a scendere in campo col seguito di buona parte del Veneto. Avrebbe dovuto essere il candidato di D´Amato, con il quale però è entrato in rotta di collisione per poi scegliere di correre da solo. Con lui dovrebbe vedersela Montezemolo che, sulla carta, ha già i numeri per farcela. Le esperienze del passato consigliano però cautela e attenzione. Ed è questa la ragione per la quale forse il patron di Maranello non ha ancora sciolto la riserva. Adesso c´è anche la complicazione della minaccia di crisi del governo, mentre D´Amato sta meditando di «inventarsi» un suo candidato.