Confindustria, il giorno della svolta

26/05/2004

    26 Maggio 2004


    DOMANI IL PRIMO DISCORSO UFFICIALE.
    DOPO L’INSEDIAMENTO LE DECISIONI SU DG E STRUTTURA
    Confindustria, il giorno della svolta
    Oggi l’elezione di Montezemolo alla presidenza


    Roberto Ippolito
    ROMA
    E’ il giorno di Luca Cordero di Montezemolo. Il presidente della Ferrari diventa presidente della Confindustria. Lo elegge l’assemblea privata (ovvero a porte chiuse) dell’organizzazione, convocata per le 15 di oggi. Esaurito il mandato di Antonio D’Amato, gli imprenditori italiani saranno quindi guidati per i prossimi quattro anni da lui.
    L’elezione è scontata dopo la designazione l’11 marzo nella giunta con l’81,3% dei consensi e l’approvazione il 29 aprile del programma e della squadra con l’83,8%. «Costruire il futuro: una Confindustria che faccia sistema» è il titolo dato un mese fa al programma. Lo sforzo collegiale, in un quadro di dialogo fra le istituzioni, fra tutti i tipi di impresa, fra banche e imprese in particolare, fra l’associazione degli imprenditori e i sindacati è l’asse portante della strategia di Montezemolo. Sforzo collegiale che parte dall’impegno delle imprese e della Confindustria a guardare innanzitutto dentro se stesse, perchè «nessuno più di noi stessi potrà aiutarci a risolvere i nostri problemi» come Montezemolo ha detto a fine aprile.
    Domani con l’assemblea pubblica il neopresidente leggerà il discorso di insediamento. E quindi si rivolgerà per la prima volta all’esterno. C’è molta attesa per il cambio della guardia: lo testimoniano le oltre quattromila presenze attese nell’Auditorium della tecnica, nella sede dell’Eur, e gli ottocento giornalisti accreditati. Un record.
    In testa alla lista degli ospiti previsti per domani il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. E il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, i presidenti delle camere, uomini di governo ed esponenti dell’opposizione, i segretari dei sindacati, i banchieri con Maurizio Sella, i rappresentanti delle diverse organizzazioni dei datori di lavoro. E anche Jean Todt, fresco di nomina a direttore generale della Ferrari.
    L’assemblea privata di oggi e quella pubblica di domani sono ovviamente l’occasione per gli imprenditori per ritrovarsi. La loro scelta a favore di Montezemolo è stata effettuata con una lunga procedura che ha coinvolto tutte le associazioni territoriali e di categoria con 117mila imprese associate e quattro milioni 250 mila addetti.
    Con la larga indicazione a sostegno del presidente della Ferrari è arrivata una forte sollecitazione per ridare slancio all’economia italiana in grave affanno da troppo tempo. Montezemolo ha sottolineato l’esigenza di ritrovare lo spirito del dopoguerra lavorando come «sistema» per alimentare la crescita. E ha disegnato una Confindustria dialogante, ovviamente su posizioni chiare, nell’ambito del proprio ruolo.
    Il confronto interno all’organizzazione delle imprese è stato seguito con attenzione soprattutto dai sindacati e dalle banche, molto interessati (naturalmente sui rispettivi fronti) a superare sterili contrapposizioni e a cercare strade comuni.
    Con l’assemblea privata di oggi e l’elezione di Montezemolo si chiude la fase interna della successione. Con l’assemblea pubblica di domani comincia la proiezione esterna della nuova presidenza. E comincia il lavoro concreto, quotidiano non tanto per soddisfare gli interessi particolari delle imprese quanto – si legge nel programma – per «contribuire assieme alle altre forze del paese a consolidare e accrescere la posizione che l’Italia ha conquistato nel mondo, sia sul piano economico che su quello culturale e politico».
    Montezemolo opererà con la squadra che ha formato attingendo alle diverse realtà dell’apparato produttivo italiano e valorizzando quelle più creative e emblematiche per il made in Italy. Lo affiancano come vicepresidenti Andrea Pininfarina, Ettore Artioli, Alberto Bombassei, Pasquale Pistorio, Emma Marcegaglia, Marco Tronchetti Provera, Marino Vago, Gian Marco Moratti (unico confermato) e Gianfelice Rocca più i due vice di diritto Anna Maria Artoni (giovani) e Sandro Salmoiraghi (piccola industria). Fanno parte della presidenza anche tre responsabili di comitati tecnici: Edorado Garrone, Francesco Bellotti e Giandomenico Auricchio.
    Una volta insediatosi, Montezemolo conoscerà direttamente la struttura dell’organizzazione. Nel programma ha sottolineato che «Confindustria non è di questo o di quel presidente di turno»: nessuna logica quindi di cambiamenti obbligati di uomini e uffici, ma massimo rispetto delle professionalità esistenti. Prima di prendere qualunque decisione per la struttura, saranno pertanto valutati il funzionamento della macchina, le persone e le diverse situazioni. Questo vale, naturalmente, anche per la direzione generale visto che Montezemolo non ha mai lavorato con Stefano Parisi. Perciò qualunque notizia relativa a Parisi, sia l’immediata uscita di scena che la conferma, è prematura.