Confindustria e sindacati, riparte il confronto

12/10/2004



            martedì 12 ottobre 2004

            Primo vertice oggi tra Epifani, Pezzotta, Angeletti e Montezemolo dopo la rottura di luglio. Obiettivo, fissare un’agenda delle priorità. Il nodo del modello contrattuale
            Confindustria e sindacati, riparte il confronto
            Angelo Faccinetto

            MILANO A luglio, nonostante le grandi aspettative della vigilia (o forse anche per queste), si era interrotto subito. La Cgil se n’era andata sbattendo la porta. Confindustria aveva posto sul tavolo priorità non condivise dal sindacato di Epifani, a cominciare dalla revisione del modello contrattuale. Oggi i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e il presidente di viale dell’Astronomia riprendono il confronto. Ma non sembra, nemmeno questo, un incontro destinato a passare alla storia delle relazioni industriali come l’incontro di una svolta compiuta sul fronte della concertazione.

            Epifani, Pezzotta, Angeletti e Montezemolo si vedranno soltanto a colazione, in un ristorante del centro di Roma. In un clima, per giunta, arroventato dalle ultime polemiche. Oggetto del contendere, la lettera di 17 pagine che, venerdì scorso, la Cgil ha inviato a Romano Prodi – in vista del vertice dell’Ulivo di ieri – con le proprie proposte programmatiche. Un documento dal quale i segretari di Cisl e Uil hanno subito preso le distanze con dichiarazioni di fuoco. La polemica non si è ancora sopita. Anzi. La Cisl ha riunito per tutta la giornata di ieri la propria segreteria. E si parla, ancora, di un Pezzotta furioso di fronte a quella che ha definito come «una rottura unilaterale» da parte della Cgil.


            Il cammino che si cerca di riprendere comincia dunque in salita. Per ricucire lo strappo e cercare di riavviare il confronto, le parti non sembrano avera altra scelta che puntare sui temi che uniscono. Che d’altra parte non mancano. Competitività, sviluppo, ricerca, innovazione, Mezzogiorno hanno visto in queste settimane – anche davanti alle scelte del governo, operate con il varo della legge Finanziaria – Cgil, Cisl, Uil e Confindustria muoversi con una certa sintonia.


            In questo senso riuscire a definire un calendario di incontri con i relativi temi da trattare sarebbe già un piccolo successo. Anche perché significherebbe, almeno per ora, aver disinnescato la miccia della revisione del modello contrattuale, inizialmente assai cara a Montezemolo e tuttora carissima al leader della Cisl, che vorrebbe affrontarlo, al più tardi, all’inizio del prossimo anno. Per Pezzotta la sua revisione è infatti un punto centrale e la questione non può essere tolta dal «tavolo». «Se un sindacalista non parla di contratti – ha recentemente affermato – che sindacalista è?». Il tutto mentre la Cgil chiede che, prima di sedersi al tavolo con gli imprenditori, il sindacato trovi una posizione comune.


            Se Cgil, Cisl e Uil hanno al loro interno questioni importanti ancora da chiarire, pure Montezemolo deve scoprire le carte. Il presidente di Confindustria, a Capri al convegno dei Giovani industriali, aveva proposto al sindacato un nuovo patto sociale affermando che il confronto non poteva esaurirsi ai soli contratti, questione sinonimo di litigio sicuro. E «vecchio».


            Il fatto, però, è che ci sono anche i contratti da rinnovare, compreso quello dei metalmeccanici. Un clima disteso, su questo punto, non potrebbe che giovare. E che sulla revisione del modello, in Confindustria, sembrano puntare in molti. Compreso il vicepresidente, Alberto Bombassei, che oggi sarà al fianco di Montezemolo.
            Riuscire a fissare un agenda per cercare di riaprire il tavolo sarà dunque già un passo importante.