Confindustria e sindacati non si vedono

13/10/2004



  Sindacale


mercoledì 13 ottobre 2004

Tensioni e incomprensioni
Confindustria e sindacati non si vedono
di Bruno Ugolini


 Ennesima fumata nera. E’ saltato l’atteso incontro, una colazione di lavoro, tra il presidente della Confindustria Luca di Montezemolo e i segretari di Cgil Cisl e Uil. Avrebbero dovuto riprendere un discorso saltato il 14 luglio scorso. La Cgil aveva respinto allora la pretesa di discutere, insieme a tanti altri temi, anche di un nuovo modello contrattuale. Una posizione motivata dall’assenza di una piattaforma sindacale comune e dalla presenza di rinnovi contrattuali non risolti. Cisl e Uil erano rimaste assai contrariate.

In questi mesi la ricucitura non c’è stata e così Montezemolo, dopo un giro di telefonate, ha capito che era meglio rinviare, respingendo l’ipotesi di trattative separate. Non se la sente evidentemente, dopo aver tanto parlato di «nuova fase», di ripristinare vecchi metodi magari cari a Maroni e Sacconi. Così com’è facile che il presidente di Confindustria senta alle spalle i dubbi d’imprenditori preoccupati dall’introduzione di nuovi modelli con livelli di contrattazione «esigibili».
E così il cuoco della foresteria della Confindustria, in Via Veneto, dove avrebbe dovuto aver luogo ieri il pranzo della riconciliazione, è rimasto a casa.

Non è però, come si potrebbe arguire, l’ennesimo strappo tra le tre Confederazioni. Lo testimoniano i toni delle dichiarazioni e lo testimonia il fatto che è stato fissato per il prossimo lunedì mattina un vertice tra i leader sindacali. È in sostanza la presa d’atto di un irremovibile orientamento di Montezemolo: «Vediamoci quando avrete una posizione comune». Lo stesso Savino Pezzotta ieri aveva spedito una lettera ai suoi interlocutori sindacali, per chiedere il tanto sospirato chiarimento. Tale chiarimento, secondo alcune interpretazioni, dovrebbe anche riguardare il famoso documento presentato la scorsa settimana dai segretari della Cgil al centrosinistra perchè ne tengano conto nella loro impostazione programmatica, alla vigilia di uno scontro elettorale non dappoco.

Guglielmo Epifani tiene a smentire quest’interpretazione relativa ad un inasprimento dei rapporti provocato da quell’iniziativa. Il rinvio, spiega, è dovuto esclusivamente alla difficoltà di avere un’agenda di temi condivisa fra tutti. Ogni altra ricostruzione di quanto accaduto, conclude, «non ha alcun fondamento e non risponde al vero». Lo stesso Pezzotta prende atto delle valutazioni della Confindustria e delle posizioni diverse in casa sindacale. La Cisl rimane disponibile a riprendere il confronto «senza pregiudiziali e tabù».

Eguale il commento di Luigi Angeletti che, per conto della Uil, fissa però una priorità per i possibili futuri colloqui: la tutela dei redditi dei lavoratori dipendenti. Un argomento destinato a non scaldare il cuore confindustriale. C’è da annotare il fatto che i rapporti tra imprenditori e sindacati su qualche terreno continuano: ad esempio sul Mezzogiorno è aperto un tavolo di confronto unitario. Certo, l’agenda degli argomenti da immettere nel faccia a faccia con Montezemolo anche lunedì non sarà facile da compilare. C’è nella Cisl una qualche preoccupazione in più perchè pare sbarrata la strada di una «trattativa con chi ci sta» sull’argomento che le sta tanto a cuore, quello del nuovo modello contrattuale. La Cgil sul piano dei contenuti, su questo tema, ha fatto, a noi sembra, aperture e approfondimenti significativi. E forse sarebbe più produttivo accelerare il confronto piuttosto che intestardirsi su una magica data. Soprattutto sarebbe più rispondente agli interessi immediati d’iscritti e lavoratori cercare di impedire l’approvazione di scelte lesive come quelle contenute nella Legge Finanziaria governativa.

C’è da aggiungere che l’avvicinarsi delle elezioni, i primi segnali di guerra, la manifestazione indetta dal centrosinistra proprio contro quella Finanziaria considerata iniqua, non aiutano una linea dialogante e trattativista. Costringe un po’ tutti a cercare un ruolo nello scontro bipolare. Senza far da spettatori.