Confindustria e Cgil vogliono firmare metà intesa

26/07/2007
    giovedì 26 luglio 2007

    Pagina 6 – Economia

      IL CASO

      Viale dell´Astronomia: forte preoccupazione.
      Standard&Poor´s: coalizione debole, ma rating ok

        Pensioni, il no di Confindustria
        la Cgil vuole firmare metà intesa

          Montezemolo, però, apprezza le misure sui contratti e la conferma della legge Biagi

            ROBERTO MANIA

              ROMA – Un´intesa dimezzata. È il rischio che corre il "Protocollo Prodi" su welfare e pensioni dopo la lettera che ha inviato ieri a Palazzo Chigi il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Nella missiva, infatti, il sindacalista conferma la «contrarietà» sul capitolo riguardante il mercato del lavoro e gli straordinari e domanda al presidente del Consiglio se «ritiene che l´accordo possa essere sottoscritto anche solo per parti o vada sottoscritto per intero? Si tratta ovviamente di due scelte – conclude – non uguali».

              La lettera avvia formalmente una nuova fase nei rapporti tra il governo e la Cgil. «La scelta del governo di presentare su tali punti (mercato del lavoro e straordinario, ndr) un testo non visto in precedenza nella sua stesura definitiva, se non pochi minuti prima dell´incontro, apre, per quello che riguarda la Cgil, un evidente problema di merito, trattandosi di materie strettamente attinenti alla dimensione contrattuale del sindacato, dove, ad esempio, la cancellazione di un aggettivo, determina il rovesciamento di un significato».

              Le critiche della Cgil portano acqua al mulino della sinistra della maggioranza sempre più determinata a cambiare il Protocollo in Parlamento e anche con la pressione delle piazze. Il sottosegretario all´Economia Paolo Cento (Verdi) ha annunciato che «in autunno sarà battaglia». Per Rifondazione, Pdci, Verdi e Sinistra democratica non ci sono vincoli di maggioranza e di governo dal momento che il testo del Protocollo non è mai stato concordato. E la polemica si sta alzando di tono: il segretario dei Ds, Piero Fassino, ha parlato di «un riflesso istintivo di conservazione» presente in «settori minoritari della maggioranza di governo e del sindacato».

              Ma un via libera parziale al Protocollo presentato il 23 luglio arriva anche dalla Confindustria che ieri ha riunito il Direttivo. Vanno bene, infatti, gli aspetti relativi alla competitività, alla produttività e al «completamento con migliori ammortizzatori sociali della legge Biagi», ma continua a destare «forte preoccupazione» la scelta di diluire molto nel tempo l´innalzamento dell´età pensionabile. Anche se sia l´agenzia Standard & Poor´s, sia il Fondo monetario internazionale non vedono rischi a breve per il rating sul debito e la tenuta conti pubblici italiani. Rimane, però – come scrive S&P -, la debolezza della coalizione di governo. Giudizio confermato dagli operatori della City di Londra durante una serie di incontri che ha avuto ieri il ministro dell´Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.

              In gioco c´è pure il futuro della concertazione. Ieri – in una conversazione con Repubblica – Epifani ne aveva certificato il de profundis, dopo lo strappo sul Protocollo. Un´ipotesi che in tempi ravvicinati il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani tende ad escludere mentre vede in prospettiva meno «politicità nel ruolo delle grandi organizzazioni sociali». Diverso il parere del presidente degli industriali, Luca di Montezemolo, che rivolto a Epifani ha detto: «Se uno crede nel dialogo e nella concertazione ci deve credere fino in fondo».