Confindustria: «Dialogo vero per fare le riforme necessarie»

31/05/2002







Del 31/5/2002 Sezione: Economia Pag. 4)
IN AGENDA OLTRE AL LAVORO ANCHE FISCO, PENSIONI, MEZZOGIORNO E AMMORTIZZATORI SOCIALI
Confindustria: «Dialogo vero per fare le riforme necessarie»

ROMA
Un dialogo vero. Per riforme vere. Sembra un gioco di parole, ma è ciò che ama ripetere in queste giornate difficili Antonio D´Amato. Il presidente della Confindustria guarda all´incontro di oggi pomeriggio a Palazzo Chigi fra il governo di Silvio Berlusconi e le parti sociali con la speranza di riuscire a discutere in modo approfondito tutte le misure sollecitate per aumentare la competitività. Proprio tutte le misure e quindi non solo le tormentate modifiche all´articolo 18 dello statuto dei lavoratori contenente le regole per i licenziamenti senza giusta causa. Ecco cosa dice D´Amato a proposito dell´incontro di oggi: «Ci auguriamo che si apra finalmente un tavolo in cui le parti dovranno sedersi con responsabilità e con la voglia di affrontare finalmente, una volta per tutte, nel merito le riforme di cui il paese ha bisogno». Le riforme attese riguardano il fisco, le pensioni, il Mezzogiorno, gli ammortizzatori sociali e, naturalmente, il mercato del lavoro. Oggi a Palazzo Chigi, con la convocazione di Berlusconi, la prima mossa spetta al governo. La Confindustria ascolterà. Intanto si dichiara pronta al confronto. E´ Guidalberto Guidi, consigliere per le relazioni industriali e quindi protagonista delle trattative, a spiegare quale sia l´approccio della Confindustria: «Noi andiamo all´incontro con spirito costruttivo e crediamo che sulle cose concrete, sulle riforme di cui il paese ha bisogno, sia possibile trovare una soluzione». C´è quindi, nonostante mesi e mesi di forte tensione alle spalle, ancora una vena di ottimismo in queste parole. Ma come è possibile riuscire a sbloccare la situazione dopo lo sciopero generale promosso dalla Cgil, dalla Cisl e dalla Uil il 16 aprile contro le modifiche all´articolo 18? Parlando in occasione dell´assemblea dell´Assopiastrelle a Sassuolo, in provincia di Modena, Guidi si limita a ribadire che la Confindustria fa affidamento sulla possibilità di entrare nel merito delle questioni: «Ci aspettiamo di cominciare a discutere delle cose concrete. Credo che sia un appuntamento importante e noi andiamo con spirito costruttivo». Gli imprenditori hanno sempre sostenuto che la discussione deve svilupparsi senza veti e senza pregiudiziali. Oggi tasteranno le intenzioni di tutti gli altri soggetti seduti intorno al tavolo. Sanno che il segretario della Cgil Sergio Cofferati non è disponibile a parlare di nulla senza il preventivo stralcio delle modifiche all´articolo 18 dal disegno di legge delega per la riforma del mercato del lavoro. Sanno che Cofferati è pronto a replicare lo sciopero generale. E che i leader della Cisl e della Uil Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, assolutamente contrari a interventi sull´articolo 18, sono pronti alla mobilitazione. La Confindustria attende di conoscere le proposte che il governo formulerà per rendere possibile il dialogo auspicato. D´Amato per ora evita di anticipare qualunque ragionamento sui piani di Berlusconi e del ministro del lavoro Roberto Maroni che verranno comunicati ufficialmente oggi pomeriggio. «Domani vedremo» dice, interpellato ieri mattina al convegno sul made in Italy in Campidoglio. «Vedremo quello che c´è sul tavolo» aggiunge ancora il presidente della Confindustria. Cosa offrirà dunque il governo? L´organizzazione delle imprese mantiene dall´autunno scorso la stessa linea sull´articolo 18: si tratta di un intervenuto giudicato necessario per rendere flessibile il mercato del lavoro ma timido nelle soluzioni individuate e che comunque rappresenta solo un pezzo del più ampio processo di riforme indispensabile per dare slancio all´economia. Almeno oggi pomeriggio le parti si parleranno guardandosi negli occhi. Aggiunge D´Amato: «Io credo che le trattative bisogna farle stando seduti al tavolo. Anticiparle sui giornali o attraverso dibattiti mediatici non aiuta a fare le riforme vere che richiedono invece impegno e analisi». Agli industriali non resta, dunque, che aspettare qualche ora per capire qualcosa in più e sperare di poter andare avanti con il confronto: «Quando vedremo le proposte esprimeremo le nostre valutazioni» dice D´Amato.

Roberto Ippolito