“ConfInd” Silvio il grande assente, Damiano superstar

26/05/2006
    venerd� 26 maggio 2006

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    IL PARTERRE – PADOA-SCHIOPPA UNITO A DRAGHI ANCHE NEL �NO COMMENT�. MERLONI �IN FAMIGLIA� COL PREMIER. BACI FRA I DEMOCRATICI

      Silvio il grande assente, Damiano superstar

        ROMA
        E Berlusconi? Berlusconi Silvio non c’�, c’� Pier Silvio, scortato da Fedele Confalonieri. Un certo smarrimento affligge i pochi forzisti presenti, Cicchitto, Scajola, Brunetta, Donato Bruno. Fanno gruppo tra loro, ma il loro potere � al tramonto e si vede. Esattamente come l’ex ghost writer di Bertinotti Alfonso Gianni, alla fine correranno verso i giornalisti per sparare a zero, tra Confindustria e governo non c’� feeling. Tremonti no, Tremonti � in grande spolvero. In prima fila accanto a Giuliano Amato, grazie alla carica di vicepresidente della Camera, e finch� il ministro dell’Interno non si concentra sulle relazioni, tra i due saranno i commenti e i sorrisi di una conversazione raffinata. Prima ancora Tremonti si intrattiene con Gavino Angius cos� a lungo che sembrano prove generali di intese, se non proprio larghe, almeno cordiali.

          Carlo de Benedetti parlotta con Guglielmo Epifani. Sergio Marchionne varca la soglia dell’Auditorium e subito s’avvicina a Innocenzo Cipolletta, Piero Fassino e Luigi Abete. � il giorno dell’annuale relazione di Confindustria, ma anche quello della prima uscita pubblica di Romano Prodi premier. Luca Cordero di Montezemolo l’ha atteso, come si conviene, compitamente all’ingresso del Parco della Musica: quando l’accompagna nella sala foderata di ciliegio e lo abbandona al bagno di eminent person, il primo a stagliarsi accanto al Presidente del Consiglio � l’ex dc Vito Riggio. Rapidamente dribblato: in prima fila, Prodi si siede accanto a Vittorio Merloni (�Sembriamo fratelli! Qua sono proprio in famiglia…�, qualche fila pi� in l�, la �nipotina� Paola Merloni, onorevole e sottosegretario della Margherita). Si staglia in sala un luccichio folgorante: � il ministro del Lavoro Cesare Damiano, in assoluto il pi� bersagliato dai fotografi, e appunto un flash ha appena centrato la micro spilla da giacca in diamanti di taglio antico. �� una mezzaluna islamica�, dice. Baci tra componenti del futuro Partito Democratico: Fassino, ancora Damiano, Barbara Pollastrini, Rosy Bindi, Vannino Chiti, Giuseppe Fioroni. Anche il rifondarolo Ferrero. Bertinotti dedica un sorriso e una stretta di mano a Mario Draghi. Tra i due, fair play molto istituzionale con auguri di buon lavoro. Draghi star� in prima fila concentrato sulle tre relazioni, accanto a Tommaso Padoa-Schioppa: pochissimi commenti tra i due, con �no comment� finale. Ma accanto al ministro dell’Economia, che poi uscir� dall’Auditorium con Emma Bonino trattando di regole Ue, si accomoda pronto un Antonio D’Amato, ieri particolarmente attivo, e parimenti snobbato. La prima fila vede un mix di cariche istituzionali e di governo, ed ex presidenti di viale dell’Astronomia. In formazione: Amato, Tremonti, Fossa, Angius, Abete, Merloni, Prodi, Marini, Bertinotti, Pininfarina, Rutelli e Mastella che non smette un minuto di parlottare. Un vuoto separa il campano Mastella dal campano D’Amato: magari sar� un caso, ma si danno le spalle di tre quarti per tutto il tempo. Dietro Giuliano Amato, l’omaggiatissimo Gianni Letta, e a seguire le Authority Pizzetti, Cardia, Catrical�. Pi� in l�, la coppia Gifuni-Romiti. Posizionatissimi gli uomini di Prodi, tutti in prima o in seconda fila: Enrico Letta, Santagata, Rovati, Levi, Sircana, pi� arretrato anche Segre. La sala in realt� � divisa in due: chi ascolta, e chi legge. Giovanna Melandri, che per l’elezione di Napolitano in Parlamento aveva �un armanino� e qui invece un total look Zara (e per giunta della scorsa stagione) ha gli occhiali calati a civetta sul naso, e legge. Morando segue il testo, accanto a lui Maccanico ascolta. I lombardi Diana Bracco e Bruno Tabacci assorti e persino pensosi. Maroni pure, ma a braccia conserte, posizione considerata massimamente di chiusura, vicino a Urso che si mordicchia le unghie. Una poltrona vuota separa Perissich da Giovanni Rana. Sparsi in sala, Corrado Passera, Pierluigi Stefanini, Fabiano Fabiani, Sarcinelli, Arpe, Caltagirone. Naturalmente, Epifani, Pezzotta, Bonanni, Angeletti, Polverini. Lontanissimo, come sperso nella folla dei duemila, Franco Bassanini. [a.r.]