“ConfInd” Montezemolo: è tempo di scelte coraggiose

26/05/2006
    venerd� 26 maggio 2006

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    IL DISCORSO – APPELLO PER UNA TERAPIA D’URTO. LA PRIMA RICHIESTA � UNA RIDUZIONE DEL CARICO FISCALE SUL LAVORO. POI LA LOTTA AL SOMMERSO E ALLA TROPPA PRESENZA PUBBLICA NELL’ECONOMIA

      Montezemolo: � tempo di scelte coraggiose

        Confindustria invoca �una nuova solidariet� nazionale�.
        E �non cancellate le buone cose degli altri�

          Paolo Baroni

            ROMA
            � arrivato il momento delle scelte coraggiose. Occorre puntare con decisione sullo sviluppo mettendo le imprese al centro delle scelte. � questo il messaggio lanciato ieri dal presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo dal podio dell’assemblea annuale dell’associazione. Di fronte a lui, nella grande sala dell’Auditorium di Roma, il presidente del Consiglio Romano Prodi, 18 ministri (da Rutelli a Padoa-Schioppa, da Bersani a Damiano, da Amato a Mastella), il nuovo governatore di Bankitalia, Draghi, politici, banchieri ed il gotha dell’imprenditoria. L’occasione giusta per evocare una �nuova solidariet� nazionale�, per parlare di �progetti condivisi�, ricordare che risanamento dei conti e misure per il rilancio dell’economia devono andare di pari passo, e chiedere di non cancellare le �cose buone fatte da altri�.

              Nella sua relazione, durata quasi un’ora e venti ed interrotta da 39 applausi, Montezemolo ha rilanciato il �gioco di squadra� rivendicando con orgoglio l’autonomia della sua associazione (�massimo rispetto per le istituzioni, ma questo non significa star zitti�). �L’Italia di oggi – ha spiegato – non ha bisogno di muri e steccati. Ha invece ha un grande bisogno di ponti, ponti immateriali. Ponti al proprio interno, nella societ�, nella politica, nell’economia�.

                Guardare avanti, superare la stagnazione, consolidare la ripresa � questo l’impegno che imprese, governo e parti sociali sono chiamate a condividere. �Un obiettivo difficile e impegnativo – ha rilevato Montezemolo – ma alla nostra portata�, a patto che si compiano �scelte rigorose e coraggiose. Non esistono scorciatoie: a tutti � richiesto di fare bene il proprio mestiere e di mettersi in gioco�. Le imprese devono continuare a innovare, a investire, ad aggredire i mercati internazionali, mentre il governo deve creare un ambiente favorevole alle imprese e tornare a fare politica industriale.

                  La prima mossa � ridurre il carico fiscale sul lavoro, subito dopo bisogna mettere in campo un impegno straordinario sul fronte delle opere pubbliche, per dare una risposta a quella che � diventata una vera e propria �questione settentrionale�. Montezemolo si scaglia anche contro una burocrazia eccessiva che strangola le piccole imprese e quella �Repubblica dei veti�, che tutto rallenta e blocca. �Lasciateci lavorare, lasciateci creare nuove imprese – insiste -. Lasciateci sviluppare quelle in attivit�. La questione del cuneo fiscale in questa fase gioca un ruolo fondamentale: troppo alto in Italia il peso di tasse e contributi, troppo grande il divario con molti nostri concorrenti. �Serve una terapia d’urto� spiega il numero uno di Confindustria, che propone �una riduzione di 10 punti in cinque anni. Almeno 5 punti subito, per consentire alle imprese di agganciare la ripresa�. Su questo Confindustria � pronta ad aprire da subito un tavolo col governo e coi sindacati, allo stesso modo punta a riavviare il confronto per migliorare gli strumenti di flessibilit� e aumentare la produttivit�. �Il successo delle imprese � la miglior garanzia per l’occupazione e un punto di forza per il sistema paese�, ha scandito Montezemolo, che ha nuovamente difeso la legge Biagi (�che va completata con l’importante capitolo degli ammortizzatori sociali�), cos� come tutte le altre �buone riforme� fatte dal governo uscente, che non ha senso voler cancellare.

                    I problemi su cui occorre intervenire davvero sono infatti altri: il sommerso, �una pesantissima palla al piede� per il Paese, l’�intollerabile� presenza pubblica in economia, i costi eccessivi dell’energia. Poi devono ripartire i processi di privatizzazione e liberalizzazione e la concorrenza non va pi� intesa come uno spauracchio. �Favorire il mercato, riformare il Welfare, ridurre il peso e la forza delle corporazioni, combattere la sclerosi del sistema – aggiunge Montezemolo -. Bisogna ingaggiare conflitti con tanti interessi costituiti, anche sindacali� con una forte discontinuit� col passato. E sempre a proposito di interessi: occorre ridurre i costi della politica (�troppi 20 gruppi parlamentari�, �a cosa servono oggi certe nuove Province?�) e rendere davvero efficiente la macchina pubblica tagliando con decisione le spese. Serve poi un nuovo sistema elettorale, in grado di assicurare stabilit� (come il maggioritario a doppio turno), e occorre un �pit stop� per modernizzare le istituzioni e ridisegnare la macchina-Stato con riforme votate �non a colpi di maggioranza, ma con un progetto condiviso� tra le coalizioni.

                      �Gli imprenditori sono pronti, prontissimi, a mettersi in gioco – proclama il presidente di Confindustria – a intraprendere, a innovare a proiettarsi nel futuro. Siamo pronti a vincere la sfida della creativit� e delle idee. Vogliamo tornare a scandire i ritmi dello sviluppo ed essere tra coloro che nella competizione sanno trovare le scelte vincenti – conclude -. � la vocazione degli imprenditori. Deve diventare l’obiettivo del Paese�.