“ConfInd” L’ex non si rassegna

27/03/2006
    sabato 25 marzo 2006

    Pagina 6- Politica

    POLITICA E IMPRESE DOPO LA GIUNTA DI GIOVED� IN CUI L’IMPRENDITORE NAPOLETANO � STATO IL SOLO A VOTARE �NO�

      Confindustria, l’ex non si rassegna

        D’Amato: �Troppi interessi di parte�. Bombassei: �Sono parole senza senso�

          Stefano Lepri
          ROMA
          Esce allo scoperto con un attacco frontale a Luca Cordero di Montezemolo il suo predecessore alla testa della Confindustria, Antonio D’Amato. �Interessi di parte�, �scollamento tra vertice e base� accusa in un’intervista all’Ansa D’Amato, l’unico tra 118 votanti ieri l’altro alla giunta degli imprenditori ad aver bocciato la relazione di Montezemolo. �Dichiarazioni prive di fondamento – reagisce subito il vicepresidente della Confindustria Alberto Bombassei – che non meritano risposta. Occorre solo far notare che questo metodo arreca danno e fa male all’intero sistema di Confindustria. Spiace che a utilizzare questo metodo sia un past president�.

            D’Amato giustifica cos� il suo voto contrario: �Da quello che ho letto sui giornali sembrerebbe che Montezemolo sia per l’autonomia della Confindustria ed io per il suo schieramento in chiave politica� (a favore del centro-destra, ndr); invece, secondo lui, �la verit� non � questa�. Ovvero, �� bene che il vertice chieda alla Giunta il pieno sostegno ed � giusto che la Giunta lo conceda ad un Presidente quando questi � in difficolt�; ma � innegabile che ci sia un reale disagio della base associativa che percepisce oggi la Confindustria come poco autonoma�.

              Di conseguenza, secondo D’Amato, �nascondere questo disagio dietro una cortina di unanimismo fasullo � un grave errore. Al di l� degli schieramenti politici, il problema � un altro: Confindustria deve rendersi autonoma rispetto ad alcuni interessi specifici, di alcune imprese che stanno portando avanti interessi di parte.

                La questione dell’autonomia viene percepita dalla base non solo come una questione di schieramento sul fronte politico, ma anche di reale autonomia della Confindustria rispetto ad alcuni interessi particolari del vertice confederale�. La tesi riecheggia quella di ambienti vicini a Berlusconi, secondo la quale la grande industria avrebbe un interesse di parte a schierarsi con il centro-sinistra. � questa l’accusa a cui Bombassei reputa superfluo rispondere, dato il voto quasi unanime (oltre al no di D’Amato, tre astensioni) della riunione di gioved�. D’Amato giustifica l’aperto dissenso, insolito negli annali della organizzazione, con la �strumentalizzazione� a cui sarebbe stata sottoposta la sua posizione all’esterno.

                  �Per questa ragione, dopo due anni di silenzio – spiega – mi vedo costretto ad intervenire�. Perch�, continua, �il grande patrimonio della Confindustria � la sua base associativa� ed �� soprattutto importante cogliere le tensioni e l’ansia di cambiamento che queste imprese esprimono�. Secondo D’Amato �negare le ragioni� della base �in questo momento in cui serve un grande rilancio in avanti per la competitivit� del Paese � un errore che Confindustria non deve proprio commettere�. D’Amato �non rimpiange nulla� del suo quadriennio di presidenza. Anzi �rifarei tutto quello che ho fatto� esclama. E aggiunge che oggi �lo scollamento tra vertice e base � una delle priorit� su cui la Confindustria di Montezemolo deve confrontarsi, per recuperare una frattura che invece � stata giustificata all’esterno come esigenza di una migliore comunicazione� quando, al contrario, �non c’� migliore comunicatore di Montezemolo�.

                    �Dichiarazioni senza senso� risponde Bombassei. La linea di Montezemolo, sottolinea il vicepresidente, � stata confermata dal voto della giunta ed � quella �dell’intero Comitato di presidenza�.