“ConfInd” Il premier: non cerco applausi

26/05/2006
    venerd� 26 maggio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    �� STATO IL MODO MIGLIORE PER EVITARE EQUIVOCI�

      Il premier: non cerco applausi
      ho detto la verit� come in Cgil

        retroscena
        FABIO MARTINI

          ROMA
          Scala il palco col piglio del jogger, passa a tutta velocit� davanti al tavolo della presidenza, si ferma soltanto per dare la mano a Luca Cordero di Montezemolo e poi di nuovo a pie’ veloce si avvia verso il podietto degli oratori. Romano Prodi si presenta alla platea degli imprenditori con un passo sportivo e con un discorso scritto, dal quale scantona soltanto all’inizio. Per dire: �Negli appunti che avevo preso ci sono le stesse parole usate poco fa da Montezemolo…�. Un incipit che sembra preludere ad una versione riveduta e aggiornata del �Sono uno di voi� di berlusconiana memoria. Ma non � cos�. Prodi scandir� senza enfasi ma anche senza ammiccamenti verso la platea il discorso che lui stesso battezza come la sua �prima uscita pubblica�.

            Ma alla fine, sar� per il tono monocorde dell’intervento; sar� per l’originale scelta del Professore di rinunciare a qualsiasi battuta che potesse creare una corrente di feeling; sar� perch� Prodi ha voluto parlare di ripristino delle �regole�, di �lotta all’evasione fiscale� e di alleggerimento del cuneo fiscale ma a determinate condizioni; sar� che gli imprenditori di Confindustria restano diffidentissimi verso il nuovo governo; sta di fatto che l’intervento Prodi � stato interrotto episodicamente, da sei pallidi applausi. Ma lui, lasciato l’Auditorium disegnato da Renzo Piano, appare tutto tranne che contrariato e parlando con i suoi rivendica il profilo scelto: �Io parlo sempre il linguaggio della verit� e non cerco applausi facili. Ho fatto un discorso chiaro, esattamente come Montezemolo e questo � il modo migliore per proseguire il dialogo senza equivoci�.

              � il Prodi di sempre, orgoglioso della autonomia della politica, ma anche senza quella ansia di legittimazione che talora ha segnato parole e comportamenti di chi viene dalla sinistra. Dice il Professore: �Io sono fiero che si dica di me: ha fatto lo stesso, identico discorso all’Assemblea di Confindustria e a quella della Cgil. Per questo � stata importante questa giornata: nella distinzione dei ruoli�. Naturalmente Romano Prodi, quando parla ad una platea come questa, deve tenere conto di quanto pesi la sinistra radicale dentro l’Unione. Ma nei rapporti con Confindustria gioca anche una memoria storica che sconsiglia aperture troppo repentine. Confidava il ministro per il Lavoro Cesare Damiano: �Nel passato governi progressisti sono andati incontro a richieste di parte confindustriale senza riceverne grandi riconoscimenti. Ogni apertura va ben calibrata�. E infatti proprio in occasione dell’Assemblea primaverile di Confindustria del 1999 fu l’allora presidente del Consiglio Massimo D’Alema, pur in un pacatissimo duetto con Giorgio Fossa, a dire: �Noi non vogliamo deleghe in bianco ma se qualcosa va bene, cominciamo a dirlo: i provvedimenti fiscali a favore degli investimenti, sono stati voluti da voi ed � giusto che li rivendichiate�.

                Prodi aveva preparato la sua uscita a Confindustria con cura. Dopo aver affidato al suo consigliere economico Daniele De Giovanni il primo schema del discorso, due sere fa il Presidente del Consiglio lo ha riguardato, introducendo i suoi �emendamenti�. Ieri mattina, arrivando all’Auditorium, Prodi si � mostrato rilassato, a suo agio, persino ridanciano. In platea il Professore saluta con calore diversi suoi amici, arriva a dire di �sentirsi a casa� e, sedendosi accanto a Vittorio Merloni, scherza: �Con Vittorio spesso ci hanno scambiato per gemelli!�. Ed � cos� su di giri Prodi che non appena vede Roberto Maroni e Claudio Scajola si avvicina e scherza anche con loro. Poi il Professore si avvia verso il retropalco dove assieme al presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ci sono il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, i ministri Tommaso Padoa-Schioppa, Francesco Rutelli, Pierluigi Bersani, Cesare Damiano e i presidenti delle Camere. Quindi si abbassano le luci e inizia il dialogo a distanza tra Montezemolo e Prodi.