“ConfInd” G.Epifani: «Montezemolo dovrà mediare tra governo e la sua base sociale»

26/05/2006
    venerd� 26 maggio 2006

    Pagina 7 – Interni

    L’Intervista

      Il leader della Cgil: "C�� una frattura di interessi tra le grandi imprese e le piccole"

        �Montezemolo dovr� mediare
        tra governo e la sua base sociale�

          Epifani: troppi messaggi dai ministri di Prodi

            ROBERTO MANIA

              ROMA – Guglielmo Epifani ha seguito con attenzione la relazione di Montezemolo all�assemblea annuale della Confindustria. Ha sentito gli applausi ma anche la freddezza degli imprenditori in platea quando hanno parlato Prodi e Bersani. Segnali da interpretare, soprattutto per il leader del maggiore sindacato che condivide l�idea del premier di �intese strategiche� sulle grandi priorit� senza ripercorrere per� la strada dei patti onnicomprensivi dei primi anni Novanta.

              Gli applausi pi� convinti a Montezemolo sono arrivati quando ha esortato il nuovo governo a non toccare le cose buone fatte dal precedente. Solo di cortesia, invece, gli applausi a Prodi e Bersani, nonostante le aperture alle richieste delle imprese. Perch�, secondo lei?

                �� difficile dare un giudizio compiuto sulla relazione di Montezemolo se non si prova a leggere un po� pi� in profondit� quello che � accaduto in questi ultimi anni nell�impresa italiana e nella cultura sociale e politica di una parte in particolare. Atteggiamenti pubblicamente emersi al convegno di Vicenza, anche se l� venne tutto travolto dallo scontro elettorale e dal ruolo esorbitante che svolse Berlusconi. Atteggiamenti confermati negli applausi, nei silenzi, nella freddezza andati in onda all�assemblea. C�� una cultura che si � impadronita soprattutto delle piccole imprese lombarde e del Triveneto e che si manifesta nell�ostilit� ai presunti dirigismi della responsabilit� politica, nell�ostilit� alle tasse, nell�ostilit� anche al ruolo del sindacato. Con una concezione di fondo di "fare da s�". A questa cultura, Berlusconi ha dato un contenuto ideologico�.

                Ci� vuol dire che Montezemolo stenta a rappresentare questa parte degli imprenditori, essendo lui espressione della grande industria tradizionale?

                  �Mi pare evidente che ci sia una frattura di interessi tra le grandi imprese e le piccole, come tra quelle del nord e quelle del sud. Per questo non � facile per Montezemolo assumere una linea che possa nello stesso tempo confrontarsi con il nuovo quadro politico e tenere conto di quelle pulsioni alle quali Berlusconi ha dato una "copertura" politica. Non dimentichiamoci che � da queste imprese che arriva la richiesta di non modificare la legge 30 sul lavoro e le altre riforme realizzate dal centrodestra�.

                  Lei ritiene che la leadership di Montezemolo si sia appannata?

                    �Io penso che quella base sociale sia stata pi� in armonia con le parole d�ordine del centrodestra. Oggi, di fronte al nuovo governo e al nuovo programma, al quale Montezemolo offre in piena autonomia, una proposta di lavoro comune, queste imprese restano a guardare e vivono con disincanto l�avvio della nuova legislatura. Il solo modo per superare il disincanto � dare risposte concrete, con un�azione riformatrice, ai problemi delle imprese. Innanzitutto facendo ripartire la crescita dell�economia�.

                    Compito difficile data la situazione dei conti pubblici.

                      �La vera polpetta avvelenata lasciata dal centrodestra riguarda proprio i conti pubblici. Non si era mai assistito alla crescita della spesa e a un Paese fermo. Per questo la partenza del nuovo governo sar� terribilmente complessa�.

                      Per il ministro Padoa-Schioppa ricorda quella dei primi anni Novanta.

                        �No, non siamo n� al ‘92-�93, n� al �96. La similitudine con il passato vale solo per i grandi titoli. La situazione � totalmente diversa�.

                        Vuol dire che � peggiore?

                          �Stiamo meglio sul versante della stabilit� della moneta. Stiamo peggio, per�, su altri versanti perch� la competizione internazionale si � fatta molto pi� difficile e perch� nel Paese si sono aggravate le diseguaglianze, come conferma l�ultimo rapporto dell�Istat�.

                          Lei sarebbe contrario ad una manovra-bis, come chiede anche la Bce?

                            �Non si pu� ragionare in astratto, ma solo sulla base del rapporto con Bruxelles. Io preferirei che non si facesse e si intervenisse con la Finanziaria. Di certo si deve impedire di spegnere quella piccola fiammella di ripresa che i dati registrano. Ma non si devono neanche mandare messaggi sbagliati�.

                            A cosa si riferisce?

                              �Ai troppi interventi di questi primi giorni di governo. Alle opinioni diverse tra ministri sulle opere pubbliche o agli annunci di anticipazioni sulle tasse. Questo d� l�idea di un governo diviso o in affanno�.

                              Ha fatto bene Prodi a richiamare i ministri?

                                �Un richiamo giusto. Per� bisogna rapidamente risolvere il problema delle deleghe ministeriali perch� temo che la questione sia molto pi� complicata di come appaia�.

                                Una questione anche di poltrone. Non crede?

                                  �S�, cos� la interpretano tutti. C�� stato un prevalere di interessi di parte in una coalizione complessa. Ma cos� non va bene. � un messaggio che non andava dato�.

                                  Come si trovano, secondo lei, le risorse, per rilanciare lo sviluppo, a cominciare da quelle per il taglio del cuneo fiscale e contributivo?

                                    �Io credo che il primo segnale da dare sia quello della lotta all�evasione fiscale al lavoro sommerso, al lavoro nero. Su questo metteremo in campo una grande iniziativa unitaria Cgil, Cisl e Uil. E mi fa piacere che anche Montezemolo si sia detto d�accordo. Poi vanno fatte le scelte di politica fiscale riducendo il peso a chi ha gi� pagato. Insomma riequilibrando il carico. Nessuno d�altra parte ha gridato allo scandalo quando il governo di Angela Merkel ha aumentato in Germania l�aliquota sullo scaglione pi� alto. Nei momenti di difficolt� � dai pi� ricchi che si deve prendere�.

                                    Invita Prodi a copiare la Merkel?

                                      �Copiare � sempre difficile. Per� quella � un�indicazione che andrebbe seguita come esempio. C�� poi la riduzione del cuneo fiscale che non va fatta a pioggia ma in maniera selettiva a favore innanzitutto delle imprese che competono sui mercati internazionali e per favorire la stabilizzazione del lavoro e a ridurre la precariet�.